Agadir
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Agadir
Agadir è una città e porto del Marocco meridionale, capoluogo dell'omonima provincia. Il nome significa in lingua berbera, granaio fortificato.
Si affaccia sull'Oceano Atlantico, ai piedi dei monti dell'Atlante poco a nord rispetto a dove il fiume Sous sfocia nell'oceano.
Fu fondata da marinai portoghesi nel 1505. Nel 1541 divenne territorio del Marocco e nel 1911 al culmine della tensione franco-tedesca la Germania inviò la nave da guerra Panther ad Agadir. L'incidente (noto come la crisi di Agadir) rischiò di scatenare la guerra tra i due paesi e fece sì che la Francia nel 1912 dichiarasse il Marocco suo protettorato.
Il 29 febbraio 1960 la città venne distrutta da due forti terremoti, circa 15.000 persone persero la vita.
La città attuale venne ricostruita due chilometri a sud dell'epicentro e ora è un porto e località marina con un'ampia spiaggia sabbiosa.
Agadir si trova in una zona mineraria ricca di cobalto, manganese e zinco che vengono imbarcati nel suo porto. Il turismo, la pesca e la lavorazione del pesce sono le attività economiche più rilevanti.
Negli ultimi anni l'attività turistica ha subito un forte aumento per merito della costruzioni di ampie strutture turistiche nella periferia della città.
Vi si trova l'aeroporto di Al Massira.
Crisi di Agadir
La Crisi di Agadir, detta anche Seconda Crisi marocchina, fu determinata nel 1911 dall'opposizione tedesca al tentativo della Francia di instaurare un protettorato sul Marocco senza contropartite per la Germania. La reazione tedesca si manifestò con l’invio della nave cannoniera Panther nel porto marocchino di Agadir.
La crisi si aggravò per la rivendicazione della Germania del Congo francese in cambio della rinuncia ai suoi interessi in Marocco. Trovò l’apice e terminò per il deciso intervento della Gran Bretagna che, condannando la politica della Germania, concluse il suo processo di avvicinamento alla Francia.
Con la Conferenza di Algeciras del 1906, la Francia otteneva il primo successo diplomatico per la colonizzazione del Marocco: dopo mesi di tensione scaturiti dalla crisi di Tangeri, la Germania aveva accettato la parziale ingerenza francese negli affari del Paese nordafricano.
La politica di desistenza della Germania portò a Parigi alcuni vantaggi economici: le industrie francesi Schneider-Creusot e il complesso tedesco della Krupp si accordarono per lo sfruttamento dei giacimenti minerari marocchini, e il 9 febbraio 1909 fu stipulato il trattato coloniale franco-tedesco. Con questo accordo la Germania riconosceva la particolare posizione della Francia nel Paese e da parte loro, i francesi si impegnavano a rispettare gli interessi economici tedeschi.
Ma nella primavera del 1911, per mettere fine agli intrighi e all’incapacità della classe politica marocchina, i francesi decisero che soltanto con la forza avrebbero potuto dare al Marocco la struttura politica da loro desiderata.
Il finanziere Joseph Caillaux, divenuto Ministro delle Finanze a marzo, era disposto ad arrivare oltre e a servirsi dell’accordo del 1909 come punto di partenza per giungere ad una riconciliazione franco-tedesca a spese della Gran Bretagna. Nel corso di negoziati segreti, Caillaux ventilò al Ministro degli Esteri tedesco Alfred von Kiderlen-Waechter la prospettiva di un generoso compenso alla Germania se questa avesse lasciato mano libera alla Francia.
In maggio però quando i francesi, senza ulteriori consultazioni, marciarono alla volta della capitale marocchina, Fez; Kiderlen spinse il Cancelliere tedesco Theobald von Bethmann-Hollweg ad occupare un porto del Marocco per costringere Parigi a riprendere i negoziati. Venne scelto il porto di Agadir.
Il 19 giugno 1911, il ministro Kiderlen richiese alla compagnia Hamburg-Marokko di raccogliere delle firme fra le aziende che avevano interessi in Marocco affinché chiedessero protezione ufficiale. Due giorni dopo, tale petizione venne consegnata. Negli stessi giorni, il 21 e il 22 giugno, nella città termale tedesca di Bad Kissingen, Kiderlen ebbe un lungo colloquio con l’ambasciatore francese Jules Cambon, mentre in Francia moriva in un incidente aereo il ministro della Guerra Maurice Berteaux. Questa fatalità portò alla formazione di un nuovo governo che il 27 fece salire alla carica di primo ministro Joseph Caillaux, ma che lasciava alla carica di Ministro della Marina Théophile Delcassé, acerrimo rivale della Germania.
Il giorno prima, a Kiel, Bethman e Kiderlen si erano incontrati con Guglielmo II in occasione delle regate, alle quali il Kaiser partecipava regolarmente. In quell'occasione, il Cancelliere e il ministro degli esteri convinsero Guglielmo II ad ordinare alla nave cannoniera Panther, di ritorno dall’Africa occidentale, di recarsi nel porto marocchino col suo equipaggio di 125 uomini. Il Kaiser dapprima dissentì, ma poi cedette: “La situazione si era fatta acuta durante la settimana delle regate a Kiel e il Ministro degli Esteri mi comunicò la sua intenzione di mandare ad Agadir la Panther. Io posi in campo serie obiezioni a tale decisione, ma di fronte alle pressanti insistenze del Ministro, dovetti abbandonarle”.
Il Ministero degli Esteri tedesco aveva originariamente progettato di inviare due incrociatori ad Agadir e due a Mogador (oggi Essaouira), ma le navi non poterono essere disponibili per tempo. Lo scopo della missione non venne comunque mai spiegato alle autorità navali tedesche.
Il 1º luglio 1911, la cannoniera tedesca Panther appariva al largo del porto atlantico di Agadir. Lo stesso giorno i vari governi interessati furono informati dalla Germania che la nave era lì per proteggere la vita e la proprietà “di alcuni mercanti amburghesi che risiedono nella zona”. Cosa abbastanza improbabile dato che Agadir era un porto chiuso, inaccessibile ai commercianti europei. Il 4 luglio la Gran Bretagna fece partire una lettera di richiesta di chiarimenti alla Germania.
Caillaux era perplesso. Mentre la sua nomina a primo ministro lo aveva messo in una migliore posizione per svolgere la sua politica di riconciliazione verso la Germania, sapeva bene quale impopolarità avrebbe suscitato in Francia e nel suo governo tale politica.
A Berlino, Kiderlen, dopo un invito francese ad avanzare le sue richieste, il 15 luglio propose che in cambio della rinuncia a ogni pretesa sul Marocco, la Germania ricevesse l’intero Congo francese, e avvertì il cancelliere Bethman che per ottenere tanto, Berlino doveva far sentire tutto il suo peso. Apparve chiaro che il governo tedesco aveva intenzione, con il Camerun che già possedeva, di porre le basi per un impero coloniale in Africa equatoriale, e che voleva indebolire l’Entente Cordiale mediante l’accomodamento con la Francia.
In effetti, per tutta la storia, il ministro degli esteri tedesco non aveva fatto altro che intimorire la Francia. Egli, sfruttando la diffusa convinzione che le dichiarazioni rese in una lettera d’amore erano più degne di fede dei dispacci diplomatici, con le confidenze rese alla misteriosa “Madame Jonina” e in ogni altro modo possibile, si sforzò di far credere che la Germania avrebbe combattuto per il Marocco, allo scopo di intimidire la Francia e indurla a concedere il massimo compenso.
Fu la prima esplicita dichiarazione di un ministro britannico che il suo Paese, se necessario, avrebbe combattuto a fianco della Francia.
Ma non tutti i sudditi di Giorgio V si sentirono così coinvolti. Scrivendo sul Guardian il direttore dell’Economist Francis Hirst definiva “stravagante” immaginare un ministro inglese “che chiede a milioni di suoi innocenti concittadini di sacrificare la loro vita per una disputa continentale di cui non sanno niente e di cui non si curano minimamente”. La Nation accusò Grey di portare il Paese “sull’orlo di un conflitto (…) per interessi non britannici” e di sottoporlo a “un tormentoso ricatto da parte delle potenze associate”.
Allertata, la flotta inglese non si dimostrò in grado di organizzare la difesa. Le unità da battaglia erano a corto di carbone, le navi carboniere erano trattenute a Cardiff da uno sciopero di minatori, gli equipaggi erano in libera uscita di quattro giorni e le misure antitorpediniere non erano state prese. La flotta tedesca era in mare già da quattro giorni, e nessuno all’Ammiragliato sembrava aver idea di dove fosse. Si dovette così in gran fretta improvvisare delle misure d’emergenza.
Ovviamente i negoziati non furono interrotti. Anzi, a poco a poco, i tedeschi si resero conto che dovevano ridurre le loro pretese, e i francesi che dovevano rendere possibile una dignitosa ritirata. In autunno, il 4 novembre 1911, venne finalmente firmato un accordo in base al quale la Francia aveva mano libera in Marocco, e la Germania riceveva due strisce di terra dai territori confinanti con il Camerun tedesco: una lungo il fiume Congo e l’altra lungo il fiume Ubangi. Solo allora la cannoniera Panther salpò da Agadir.
L’accordo in realtà non appagò né la Francia né la Germania. Di lì a poco, a causa di esso, cadeva a Parigi il governo Caillaux, e a Berlino il sottosegretario alle colonie Friedrich von Lindequist, che aveva negoziato per la Germania, fu costretto a dimettersi davanti agli attacchi dei nazionalisti.
Scrive Lloyd George nelle sue memorie: “Kiderlen qualificò il mio discorso, parlando con l’ambasciatore austriaco a Berlino, come un ‘bluff colossale ed ingiusto’. La verità è che non era affatto un bluff e se in un certo mese di luglio di, tre anni più tardi, noi avessimo fatto una dichiarazione egualmente esplicita sull’attitudine che avremmo preso, è assai probabile che per la seconda volta il pericolo di cadere sconsideratamente in una terribile guerra sarebbe stato evitato”.
Marocco
Il Marocco (in arabo المغرب, Al-Mamlaka al-Maghribiyya, "regno dell'occidente") è uno stato dell'Africa settentrionale, nella parte occidentale della regione definita anche come Maghreb. Deve il suo nome alla città di Marrakech.
Le sue coste sono bagnate dal Mar Mediterraneo nella parte settentrionale, e dall'Oceano Atlantico in tutto il tratto ad ovest dello stretto di Gibilterra.
I confini terrestri sono con la sola Algeria, ad est e sud-est, e con il territorio del Sahara Occidentale a sud. Si contano però anche 4 enclave spagnole nella parte affacciata sul Mediterrano: Ceuta, Melilla, Peñón de Vélez de la Gomera, Peñón de Alhucemas. Anche le isole Chafarinas, sulla costa del Mediterraneo, 45 km ad est di Melilla appartengono alla Spagna, così come le Isole Canarie al largo del lembo più meridionale della costa atlantica del Marocco. In fine l'isola Perejil, uno scoglio disabitato presso lo stretto di Gibilterra, è tutt'ora disputato tra Marocco e Spagna.
Buona parte delle sue coste sono bagnate dall'Oceano Atlantico, ma estendendosi anche oltre lo Stretto di Gibilterra si affacciano anche sul Mar Mediterraneo.
Il Marocco è una monarchia costituzionale, l'attuale monarca è Mohammed VI e il capo del governo è Abbas El Fassi.
La lingua ufficiale del paese è l'arabo.
La geografia fisica del Marocco è caratterizzata dalla presenza di due grandi catene montuose: quella del Rif, a ridosso della costa mediterranea, e quella dell'Atlante che attraversa tutto il Paese da sud-ovest a nord-est ed ha vette che superano i 4.000 m s.l.m.. Nella parte più meridionale del Marocco si incontra il grande deserto del Sahara in corrispondenza del quale la presenza di insediamenti umani diventa estremamente rarefatta.
Il Marocco è segnato dalla presenza della catena montuosa dell'Atlante che lo attraversa diagonalmente da nord-est, in corrispondenza del confine settentrionale con l'Algeria, a sud-ovest, dove incontra l'oceano Atlantico all'altezza delle città di Agadir e Sidi Ifni.
La catena montuosa dell'Atlante si sviluppa attraverso le cime dell'Anti Atlante, che toccano un massimo di 2.060 metri, nel sud ovest del paese, quelle dell'Alto Atlante, a cui appartiene il Jbel Toubkal che con i suoi 4.165 metri è il più alto del paese, sempre nel sud-ovest, quelle del Medio Atlante nel nord del Marocco che arrivo a 3.350 metri di altitudine, e quelle dell'Atlante Sahariano che arrivano ai 2.328 metri del monte Chelia.
I fiumi del Marocco hanno generalmente un andamento da sud verso nord o nord ovest, seguendo il tragitto che dai monti dell'Atlante li porta a sfociare nel mar Mediterraneo o nell'oceano Atlantico. Quando invece scorrono verso sud, verso i confini con l'Algeria assumono la caratteristica di fiumi stagionali.
Questi corsi d'acqua, per la scarsità delle precipitazioni e per la morfologia dalla catena montuosa dell'Atlante, non sono adatti per la navigazione, ma sono intensamente sfruttati per l'irrigazione e la produzione di energia idroelettrica.
Tra i maggiori fiumi del Marocco troviamo il Moulouya, che nasce dai monti dell'Atlante, nei pressi della città di Midelt, e dopo circa 520 chilometri si tuffa del mar Mediterraneo, vicino ai confini con l'Algeria; il fiume Oum Er-Rbia, lungo circa 550 chilometri, il più lungo del paese, che nasce non distante dal Moulouya, e che si dirige verso l'oceano Atlantico, dove alla sua foce sorge la città di Azemmour. Un Altro fiume importante del paese è l'Oued Sbou, che nasce anch'esso dai monti dell'Atlante e si tuffa nell'Atlantico non lontano dalla città di Kenitra.
Pochi chilometri a sud della città di Melilla, nel nord est del Marocco, si trova la laguna di Sabkha bou Areq dove si affaccia il porto della città di Nador.
Lungo il corso del Moulouya si trovano due laghi, il lago di Mohamed V e poco più a settentrione il lago di Meschra Ammadi.
Il Marocco è il quarto paese africano di etnia araba per numero di abitanti, dopo l'Egitto, il Sudan e l'Algeria. La maggior parte della popolazione vive a ovest della catena montuosa dell'Atlante, che divide il paese del deserto del Sahara. Casablanca è il più importante porto e centro commerciale e industriale.
La popolazione marocchina ha principalmente origine da due etnie distinte: i Berberi e gli Arabi. Nel corso del tempo queste due etnie si sono tra loro intrecciate e in alcuni luoghi risulta difficile riconoscere l'una dall'altra. A grandi linee tuttavia è possibile indicare nelle regioni pianeggianti e nelle grandi città i luoghi principali in cui è possibile incontrare etnia araba, mentre nel Rif, sull'oceano, nell'Atlante e nel sud quella berbera. Scendendo nel profondo sud è possibile trovare l'etnia Sahrawi.
La lingua ufficiale del Marocco è l'arabo classico. Circa il 40% della popolazione parla berbero come lingua madre oppure come prima o seconda lingua insieme al locale dialetto arabo. Il francese è di fatto la seconda lingua (non ufficiale) del paese. Una minoranza di marocchini nel nord del paese parla spagnolo come seconda lingua, mentre l'inglese sta rapidamente diffondendosi, grazie anche all'introduzione nei programmi scolastici.
La maggior parte dei marocchini professa l'Islam. Oltre ai musulmani in Marocco sono presenti circa 60 mila cattolici, perlopiù francesi, e 15 mila ebrei.
Qui si può parlare di assenza di fanatismo religioso islamico: sono infatti assenti fenomeni di intolleranza verso le altre religioni. Al contrario, in qualche manifestazione la religione musulmana si è "contaminata" con altre pratiche. Ad esempio, se pur la religione islamica non preveda intermediari tra il credente e Allah, in Marocco è presente il culto di quelli che potrebbero essere chiamati "santi" (Sidi)le cui tombe, i marabout, sono oggetto di pellegrinaggi. Un'altra contaminazione è quella del calendario occindentale per cui, nelle città più importanti e/o più turistiche, molto spesso è la domenica, e non il venerdì, il giorno di riposo. Infine, c'è tolleranza anche negli alcolici il cui uso, sebbene vietato dalla legge coranica, non è punito dalla legge marocchina.
Questo non vuol dire che il musulmano marocchino non segua la tradizione coranica con la sua preghiera cinque volte al giorno, la professione di fede, il ramadan, l'elemosina e il pellegrinaggio alla Mecca. Per i marocchini è possibile recarsi, per chi non può permettersi di andare alla Mecca, alla città santa di Moulay Idriss nei pressi di Meknes; tuttavia questa tradizione non è suffragata da nessuna dispensa ufficiale.
Antica regione dell'Africa Settentrionale, oggi divisa tra il Marocco e l'Algeria, abitata dai Mauri. Regno indipendente dal IV secolo a.C., subì l'influenza di Cartagine. Fu assoggettata dai romani in seguito all'uccisione dell'ultimo re Tolomeo (40 d.C.) e divenne, nel 42 a.C., la provincia della Mauretania Tingitana.
Nel 429 d.C., dalla penisola iberica, giunsero in questa regione i Vandali, che quasi un secolo dopo, nel 533 furono sconfitti dai bizantini, guidati da Belisario.
Nel 683, circa 50 anni dopo la morte del Profeta dell'Islam, Maometto, il Marocco viene conquistato dalle truppe di ʿUqba b. Nāfiʿ.
Circa un secolo dopo, nel 788, sale al potere per la prima volta una dinastia locale, quella degli Idrissidi (fondata proprio in Marocco da Idris I), che regnò fino al 917, che diffusero l'islam tra le popolazioni berbere. Sotto questa dinastia, venne fondata Fes, che divenne un importante centro culturale, religioso e commerciale.
A questa prima dinastia di origine berbera, si sostituì quella sciita dei Fatimidi, che dopo lunghi anni di lotte, riuscirono a prevalere nel 917, governando gran parte dell'odierno Marocco, fino alla metà dell'XI secolo.
A questa dinastia, succedette quella berbera degli Almoravidi, che tra il 1056 e il 1147 regnò su una parte della Spagna e sul Marocco. Fu sotto questa dinastia, nel 1062 che venne fondata la città di Marrakech e furono sempre gli Almoravidi a sconfiggere nel 1076 l'impero del Ghana, ottenendo con ciò il controllo del commercio dell'oro.
Agli Almoravidi fece seguito un'altra dinastia di regnanti di origine berbera, gli Almohadi, che regnò fino al 1269, controllando un grande territorio, che oltre al Marocco, comprendeva l'Algeria, la Tunisia, la Libia e alcune regioni della Spagna e del Portogallo.
È a questo dinastia che risale l'inizio della Reconquista spagnola, segnata nel 1212 dalla battaglia di Las Navas de Tolosa, dove gli Almohadi furono sconfitti dall'unione di più eserciti spagnoli.
Dal 1269 al 1421 il paese fu governato dalla dinastia berbera dei Merinidi, che fu impegnata a contrastare il nuovo e crescente espansionismo dei regni cristiani della penisola iberica. I prodromi della caduta di questa dinastia, si ebbero con la caduta della città di Ceuta che nel 1415 fu conquistata dai portoghesi.
I Wattasidi, succeduti ai Merinidi, non riuscirono a contrastare l'avanzata nel continente africano degli europei, tanto che nel 1497 Melilla cadde in mano spagnola.
Dove fallirono i Wattasidi, riuscirono invece i rappresentnati della dinastia dei Saʿaditi, che nel 1541 sconfissero i portoghesi ad Agadir, fermandone l'espansione in Marocco, e pochi anni più tardi, nel 1554, succedettero definitivamente ai Wattasidi, aiutati anche dal fatto di poter vantare una discendenza diretta dal Profeta. Risale alla battaglia di al-Mansour 1578 la definitiva sconfitta dei portoghesi in terra africana.
A questi successi militari fece seguito un periodo di pace e stabilità sociale che favorì un'importante sviluppo delle arti e delle scienze.
Intorno al 1660 sale al potere la dinastia degli Alawiti o Alawidi (per non confonderli con la setta degli Alawiti), che attualmente regna in Marocco. Anch'essa vanta una discendenza dal Profeta, attraverso la figlia Fatima e il cugino Ali, suo consorte; tuttavia, sono sunniti e non sciiti. Tale ascendenza sceriffale, riconosciuta in Marocco con il titolo di Moulay o Mulay, ha fornito loro la legittimità per sopravvivere al colonialismo fino all'indipendenza.
A questa dinastia appartiene Mulay Ismaïl, secondo sultano, che regnò dal 1672 al 1727 e combatté efficacemente gli europei, a cui strappò diversi porti africani, e gli ottomani. Alla sua morte però la potenza del sultanato fu minata per 18 anni da numerose faide intestine, tanto che il controllo del sultano si ridusse ad appena un terzo del territorio originariamente controllato.
È alla fine del XVIII secolo che risalgono le prime penetrazioni di tipo commerciale delle potenze europee, Francia e Gran Bretagna per prime.
Nel corso del XIX secolo, divenuto il Marocco oggetto dell'interesse delle potenze coloniali, sulla spinta di forze nazionalistiche il sultano del Marocco tentò di riprendere il controllo delle città di Ceuta e Melilla. Il tentativo fallì per la pronta reazione della Spagna, che portò all'occupazione di Tétouan nel 1860 e al pagamento di ingenti somme come riparazione per i danni di guerra.
All'inizio del XX secolo risalgono le prime occupazioni francesi in terra marocchina, che intendevano frapporsi alla influenza spagnola sulla regione. Nel 1904, con l'avallo della Gran Bretagna che in cambio ottenne di poter estendere la sua influenza sull'Egitto, Francia e Spagna decisero di dividersi la sfera d'influenza sul paese. A questo accordo si oppose però la Germania che offrì il suo aiuto al sultanato. La situazione di stallo si risolse con la conferenza di Algeciras del 1906, che istituiva un controllo internazionale sul Marocco, a garanzia degli interessi economici dei paesi europei. Nel 1908 ‘Abd al-‘Azī´z fu deposto per la sua debolezza, prima dai nobili del sud e poi dagli ulema di Fez, che fecero salire al trono il fratello maggiore ‘Abd al-Hafīz.
Una nuova crisi scoppiò però nell'estate del 1911 tra Francia e Germania, che inviarono una nave da guerra nel porto di Agadir; sembrò allora che fosse il preludio di una nuova guerra tra le due potenze. La crisi fu invece risolta per via diplomatica, con il riconoscimento tedesco del protettorato francese sul Marocco e concessioni territoriali alla Germania in Congo. Mentre la Spagna conservava il controllo diretto su alcune parti del paese, come il Rif, Tarfaya e Ifni, il 30 marzo 1912 con il trattato di Fez il sultano alawita ‘Abd al-Hafīz accettò di riconoscere il protettorato francese sul Marocco; tuttavia, nello stesso anno a causa delle rivolte scoppiate in tutto il paese dovette abdicare: gli succedette il fratello Yusef, che nel 1927 morì lasciando il trono al figlio Mohammed ben Yusef. Nonostante l'abdicazione, il 27 novembre 1912 il trattato di Madrid sancì la divisione amministrativa del paese (pur sempre politicamente unito) fra protettorato francese (governato da Rabat), dove risiedeva il sultano, protettorato spagnolo (governato da Tetuan), dove risiedeva un califfo nominato dal sultano, e Tangeri (città internazionale).
La Francia reagì alle rivolte che scoppiavano un po' in tutto il paese occupando Marrakech e Agadir. Iniziò un periodo di rivolte e susseguenti repressioni delle autorità francesi, che ottennero il controllo delle città ma non delle campagne. Nel 1920 la rivolta di alcune tribù del Rif, che costò la vita ad oltre 15.000 soldati spagnoli, diede origine sotto la guida di Abd el-Krim, tra il 1921 e il 1926, alla Repubblica del Rif indipendente, la cui resa ai francesi si ebbe solo a metà degli anni '30. Per sedare la rivolta dovettero intervenire pesantemente i francesi, forti di un contingente di circa 100.000 soldati. La campagna francese per sedare le tribù ribelli durò almeno fino al 1934, e costò alla Francia la perdita di almeno 30.000 uomini.
A quel punto la Francia impose sul Marocco la propria amministrazione diretta, sulla falsariga del modello applicato nella vicina Algeria. Allo stesso tempo iniziò una politica che prevedeva il riconoscimento delle specifiche diversità culturali delle tribù berbere, attirandosi per questo l'accusa da parte della componente araba del paese di voler dividere il Marocco in due.
L'occupazione tedesca della Francia nel 1940, con la conseguente creazione dell'armata di resistenza francese in Africa sotto il comando del generale Charles De Gaulle e lo sbarco delle truppe alleate (specie americane) in Marocco nell'autunno 1942, portarono all'entrata in guerra di truppe marocchine che, al fianco degli alleati, parteciparono alle campagne in Italia, Francia e Germania.
Nel 1944 fu fondato il partito Istiqlal, un partito nazionalista marocchino, il cui programma puntava all'indipendenza del paese dalla Francia; il partito ottenne il sostegno della componente araba della società marocchina e del sultano Mohammed, che per questo nel 1953 fu obbligato a lasciare il paese.
La Francia però, impegnata nelle crisi d'Algeria e d'Indocina, cercò di arrivare ad una soluzione negoziale in Marocco, che arrivò nel 1956 con il riconoscimento franco-spagnolo dell'indipendenza del Marocco, ad eccezione di alcune città.
Tangeri fu restituita alla sovranità marocchina alla fine del 1956, mentre per Tarfay si dovette aspettare il 1958.
Nel 1957 Mohamed ibn Yusuf divenne re con il nome di Mohammed V. Quando morì nel 1961 gli succedette il figlio con il nome di Hassan II.
Nel 1962 fu approvata una nuova costituzione e l'anno successivo, nel 1963, si tennero le prime elezioni nazionali.
È del 1963 la guerra con l'Algeria a seguito di dispute territoriali.
Nel 1965 il re Hassan II sospese la costituzione a seguito di sollevazioni popolari causate sia dalla situazione politica sia da un grave crisi economica che aveva investito il paese.
Hassan II, per consolidare il proprio potere, iniziò una dura repressione di ogni forma di opposizione nel paese, ma questo non lo aiutò ad evitare due tentativi di colpo di stato e un attentato tra il 1971 e il 1972.
È del 1975 la cosìdetta "marcia verde", cioè l'invasione senza spargimento di sangue da parte del Marocco del Sahara Occidentale, dopo che nello stesso anno la Spagna vi si era ritirata.
È del 1976 l'annessione del Sahara occidentale, per due terzi al Marocco e per un terzo alla Mauritania. In questo modo il Marocco si garantì le ricchissime miniere di fosfati presenti in quella regione. L'annessione non è stata accettata dal Fronte Polisario, né da diversi stati africani.
In conseguenza della sua alleanza con gli Stati Uniti, il Marocco fu uno dei primi paesi islamici a riaprire i rapporti con Israele, con il conseguente isolamento del paese all'interno del mondo arabo.
Il Marocco affrontò le minacce dei fondamentalisti islamici a partire dalla seconda metà degli anni ottanta, nonostante il re godesse di un vasto prestigio nella comunità religiosa, in quanto discendente diretto del profeta Maometto.
È del 1988 la costruzione dell'enorme moschea di Casablanca, una delle più grandi del mondo, con un minareto alto 172 metri.
Successivamente, anche per le pressioni internazionali, il re liberò oltre 2.000 oppositori politici, e nel 1994, dopo averlo graziato, permise il ritorno nel paese ad uno dei suoi principali oppositori politici, il socialista Mohamed Basri. Questo valse al paese una serie di accordi commerciali preferenziali con l'Unione Europea firmati nel 1995.
Nel 1996 Hassan II nominò suo figlio Sidi Mohamed come successore al trono e nel 1997 ottenne il consenso dell'opposizione ad una nuova costituzione.
Le elezioni del 1997 furono vinte dal principale partito di opposizione, l'unione socialista delle forze popolari, a cui fu affidata la formazione e guida del nuovo governo. Sempre nel 1997 il governo marocchino riavviò le relazioni con l'Algeria, interrotte da oltre cinquant'anni.
Il 23 luglio 1999 muore il sultano Hassan II e il giorno 30 gli succede il figlio Mohammed VI.
Nel 2000 il Marocco impedì lo svolgimento del referendum per l'autodeterminazione del Sahara Occidentale, inimicandosi l'Algeria sostenitrice del Fronte Polisario. Sempre nello stesso anno, come forma di sostegno alla lotta del popolo palestinese, il Marocco rompe le relazioni diplomatiche con Israele.
Il 30 luglio 2001 Mohammed VI ha annunciato la creazione di un Istituto Reale per la Cultura Berbera, il berbero è parlato da circa 6 milioni di persone il 40% della popolazione.
Le elezioni del 2002 sono vinte ancora dall'unione socialista, anche se il quadro politico si complica vista la presenza in parlamento di ben 22 partiti politici.
Il 21 marzo 2002 Mohammed VI sposa Salma Bennani, che viene insignita del titolo ufficiale di principessa (per la prima volta nella storia della monarchia alawita) col nome di Lalla Salma.
Nel 2003 il Marocco si esprime contro l'intervento anglo-americano in Iraq, segnando in questo modo un raffredamento nelle relazioni con i suoi tradizionali alleati occidentali.
Secondo la costituzione promulgata da Hassan II nel dicembre 1962, il Marocco è uno stato sovrano retto da una monarchia costituzionale, sociale e democratica. Dal luglio 1999 il monarca è Mohammed VI che è successo al padre Hassan II, a sua volta preceduto dal padre Mohammed V, padre dell'indipendenza. La dinastia alaouita, a cui appartiene il sovrano, è originaria del sud e vanta un'origine sceriffale, ossia una discendenza diretta dal Profeta.
Il sovrano è capo religioso del paese ("difensore della fede" e "comandante dei credenti"), capo politico e capo delle forze armate. In quanto capo politico può a sua discrezione sospendere la costituzione, sciogliere il parlamento e convocare nuove elezioni; inoltre, ha poteri esecutivi.
Il potere esecutivo è detenuto dal palazzo (cioè dal re e dai suoi consiglieri) e dal governo. Il re presiede il consiglio dei ministri, nomina il primo ministro dopo le elezioni legilslative e sentita la maggioranza parlamentare, nomina i ministri sentito il primo ministro, revoca i ministri a sua discrezione, e può, sempre a sua discrezione, dirigere per Dahir (regio decreto). Il primo ministro dirige il governo e coordina l'attività dei ministri, anche arbitrandone le divergenze; controfirma i dahir ed esercita il potere regolamentare (i regolamenti sono controfirmati dai ministri incaricati dell'attuazione); può emanare decreti-legge su delega del parlamento per oggetti determinati e durata limitata.
Il potere legislativo, bicamerale dal 1996, è prerogativa della Camera dei rappresentanti (Majlis al-Nuwab), composta da 325 deputati eletti ogni 5 anni a suffragio universale, e dalla Camera dei consiglieri (Majlis al-Mustacharin), composta da 270 seggi rinnovati a elezione indiretta per un terzo ogni 3 anni. Il parlamento ha visto progressivamente aumentare i suoi poteri di controllo, fino alle ultime revisioni costituzionali del 1992 e 1996: oltre alla funzione legislativa, infatti, vota il bilancio del regno, può costituire commissioni d'inchiesta sull'operato del governo e può far cadere il governo con una mozione di sfiducia.
L'ordine giudiziario è indipendente. I giudici della corte suprema sono nominati dal sovrano. Negli ultimi anni sono state create diverse magistrature specializzate, di ispirazione codicistica e non coranica.
Il Sahara Occidentale è stata una colonia spagnola fino al 1976. Quando la Spagna si ritirò il Marocco ne annetté i due terzi settentrionali; il resto del territorio fu annesso nel 1979 a seguito del ritiro della Mauritania. Tuttavia il Fronte Polisario, già attivo nella fase precedente alla decolonizzazione spagnola, si oppose alle annessioni e proclamò il 27 febbraio 1976 la Repubblica democratica araba Saharawi, riconosciuta dall'Unione Africana ma non dall'ONU. La guerriglia susseguente terminò con un cessate il fuoco del 1991; il referendum per la determinazione dello status definitivo del Sahara Occidentale non è stato ancora effettuato.
Il livello amministrativo più elevato del Marocco è rappresentato dalle Regioni, 16 (comprese quelle del Sahara), introdotte con una legge del 1997 e governate da un wali di nomina regia.
Il Marocco è suddiviso in 71 tra province (rurali) e prefetture (urbane) .
I consolati si trovano a Casablanca e a Marrakech. Nelle principali città sono presenti centri culturali italiani come a Rabat, Casablanca e Tangeri.
Scuola materna (3 anni), scuola elementare (6 anni), scuola media (3 anni), liceo (3 anni), università.
Il sistema sanitario marocchino è soddisfacente anche se le strutture medico/sanitarie pubbliche non sono paragonabili a quelle europee. Sono presenti, nei maggiori centri, cliniche private adeguate ad interventi semplici e urgenti. Nelle città più importanti i medici hanno un buon livello professionale. Le farmacie sono numerose e hanno in genere una buona fornitura di medicinali. Non è adeguato invece il servizio di ambulanza .
La prima esperienza democratica ha luogo sotto il re Hassan II, che nel 1962 promulga una nuova costituzione, in base alla quale nel 1963 si svolgono le elezioni parlamentari. I principali partiti sono l'Istiqlal (Indipendenza) di Allal el Fassi, fondato nel 1943, e l'UNFP di Mehdi Ben Barka, nata da una sua scissione a sinistra nel 1959. Tuttavia nel 1965 la costituzione viene revocata. Negli anni successivi si tengono elezioni parlamentari, ma con un forte controllo del sovrano e dello stato sulle formazioni politiche.
Solo nel 1997, al termine di un processo triennale di riconciliazione e liberalizzazione politica, Hassan II promulga una nuova costituzione e indice nuove elezioni parlamentari per 325 deputati. Il sistema elettorale è un proporzionale corretto, che non impedisce la frammentazione politica e rende quasi impossibile la conquista della maggioranza assoluta, forzando governi di coalizione e favorendo il potere del re.
In tutto entrano in parlamento 14 partiti. Gli islamisti moderati che l'anno dopo formeranno il Partito della giustizia e dello sviluppo (Parti de la Justice et du Développement - PJD) ottengono 9 seggi.
Al principale partito di opposizione, l'Unione socialista delle forze popolari (erede dell'UNFP), nella persona di Abderrahman Youssufi viene affidata la formazione e guida del nuovo governo, sostenuto anche da ... (... seggi).
Il 23 luglio 1999 muore il sultano Hassan II e il giorno 30 gli succede il figlio Mohammed VI, che conferma la scelta democratica.
Il quadro politico si complica vista la presenza in parlamento di ben 22 partiti politici fra cui il PPS (Parti du Progrès et du Socialisme - Partito del progresso e del socialismo) con 11 seggi. I grandi sconfitti sono UC, MP e MDS, a vantaggio soprattutto di Istiqlal e PJD, con uno spostamento in senso conservatore.
Il governo di Driss Jettou (indipendente) è sostenuto da USFP, Istiqlal, RNI e PPS (151 seggi).
Guadagnano seggi soprattutto MP e UC e ne perde USFP, per cui l'esito è uno spostamento verso destra.
Il governo di Abbas El Fassi (PI) è sostenuto da Istiqlal, RNI, USFP e PPS (146 seggi).
I principali prodotti agricoli sono costituiti da cereali, canna da zucchero, agrumi, legumi, pomodori, olive (il Marocco è uno dei maggiori esportatori di olio di oliva), e dai prodotti dell'allevamento.
L'estrazione mineraria è dominata dai fosfati rocciosi, di cui il Marocco è tra i maggiori produttori e il principale esportatore al mondo. I principali siti si trovano nel Sahara occidentale. Oltre ai fosfati, nella stessa zona sono presenti riserve minerarie di ferro e, in misura minore, di rame.
Nel paese sono presenti inoltre miniere di piombo e argento, di cui il Marocco è al 10° posto per produzione mondiale, di carbone (al 15° posto), oltre a oro, zinco, rame, cobalto, manganese, antimonio, ferro.
Il settore industriale, che attualmente rappresenta più di un quarto del prodotto interno lordo, è stato a lungo dominato dalle industrie agro-alimentari, tessili e del cuoio. Negli ultimi decenni il settore si è molto diversificato, con lo sviluppo in particolare dell'industria chimica e petrolchimica, ma anche in altri campi, dall'industria automobilistica all' informatica .
Il Marocco si sta affermando come una delle maggiori mete turistiche dell'Africa settentrionale, in particolare per quanto riguarda il turismo organizzato. Le mete più visitate sono le cosiddette città imperiali e il deserto del Sahara.
Il Marocco ha firmato nel 1996 un trattato con l'Unione Europea, che è entrato in vigore nel 2000, con l'obiettivo di creare entro il 2012 una zona di libero scambio nei termini del Processo di Barcellona.
Il Governo è impegnato a perseguire politiche volte a favorire una più rapida crescita economica e a ridurre la disoccupazione e la povertà. La crescita inadeguata è stata infatti identificata, sia dal Fondo Monetario Internazionale che dal governo, come il principale punto di debolezza dell'economia del paese negli ultimi dieci anni, senza considerare poi le forti disparità di reddito presenti tra l'élite urbana e il resto della popolazione.
La Banca Mondiale e il FMI stimano che il Marocco necessiti di un tasso di crescita medio annuo superiore al 7% per poter intervenire in modo significativo sulla disoccupazione e la povertà. In ogni caso, il governo ha fatto progressi riguardo ad alcune di queste problematiche: ha realizzato significativi miglioramenti dell'ordinamento economico attraverso il rafforzamento dei diritti di proprietà e la riforma della normativa sul lavoro, grazie ai quali si è assistito a un rapido incremento della nascita di nuove aziende; ha migliorato il sistema di supervisione del settore bancario ed ha liberalizzato i comparti dell'energia e delle telecomunicazioni. Nel mese di gennaio 2006 è entrato in vigore un accordo di libero scambio con gli Stati Uniti d'America, che dovrebbe portare sia ad un'espansione delle esportazioni verso un mercato potenzialmente molto redditizio, sia ad un aumento dei flussi di investimento in entrata.
Il governo ha anche ammesso che per accelerare la crescita sono necessarie ulteriori riduzioni delle tariffe doganali ed una semplificazione del regime del commercio. Sono stati infine identificati numerosi interventi di politica industriale volti a ridurre i costi e incrementare la produttività dell'industria marocchina, e le Autorità confidano che questa razionalizzazione permetterà di raddoppiare il valore dell'output industriale entro il 2013. Il Governo sembra ormai pronto a lanciare anche una radicale riforma del settore agricolo per ridurre la dipendenza dai cereali, altamente sensibili a periodi di siccità, e aumentare la superficie coltivata con piante ad alto valore aggiunto, come gli ulivi. Occorre però considerare che tale politica accelererà il processo di inurbamento della popolazione: se tale fenomeno non verrà adeguatamente gestito, aumenterà sensibilmente il rischio dell'insorgere di tensioni sociali e politiche.
La rete stradale marocchina si estende per 68.550 km (dati del 2007), di cui il 60% asfaltate. Il sistema è generalmente considerato soddisfacente, anche se soffre di parziale congestione ed è carente nelle aree dell'entroterra: attraverso il PNRR (Programma nazionale di strade rurali) il governo sta valutando la costruzione di altri 15.500 km di strade rurali entro il 2015, al fine di ridurre l'isolamento di alcune città.
Il consolidamento della rete autostradale, gestita da Autoroutes du Maroc (ADM), è considerato una priorità nazionale. Con 862 km di autostrade praticabili, è la seconda rete africana, preceduta solo da quella del Sudafrica. Entro il 2015, essa dovrebbe essere potenziata fino a 1.804 km e raggiungere le città di Agadir e Oujda, rispettivamente 6° e 7° città del Paese.
Lo sviluppo delle infrastrutture stradali in Marocco deve anche passare attraverso il rafforzamento della rete di superstrade, strade alternative meno costose. La rete funziona attualmente con soli 333 km di vie in servizio e dovrebbe essere estesa a più di 960 km entro il 2012: saranno raggiunte città come Tiznit, Essaouira, Ouarzazate e Nador.
Oltre a questi progetti, la ONCF ha acquistato nuovi treni per collegare le città di Nador e Beni Mellal.
Il trasporto aereo marocchino ha avuto negli ultimi anni un enorme sviluppo. Il Marocco oggi dispone di 15 aeroporti; l'Aeroporto internazionale Mohammed V di Casablanca nel 2008 è stato il 3° aeroporto africano in termini di traffico. Il traffico internazionale è aumentato nel 2007 di oltre il 17%, uno dei più alti indici di crescita su scala internazionale.
La compagnia aerea di bandiera, la Royal Air Maroc, è attualmente seconda in Africa solo alla South African Airways. Oltre alla Royal Air Maroc, il Marocco ha due compagnie aeree private: Jet4you (di proprietà del gruppo TUI AG) e Regional Airlines.
Lo sport è molto praticato in Marocco. Gli atleti marocchini, come la maggior parte degli atleti africani, sono molto portati per le discipline di resistenza, soprattutto sulle lunghissime distanze.
Se guardiamo al passato il Marocco non risplende certo per impegno nella difesa della natura. Sul territorio marocchino si sono estinte, nell'ultimo secolo concluso, varie specie animali: il leone, il bufalo e struzzo tanto per citare le più famose. Tuttavia con l'ascesa al trono di Mohammed VI le cose sono radicalmente cambiate. Dai soli tre parchi che il Marocco aveva nel 1999, nel 2006 il conto sale a una decina; a questi si devono aggiungere quasi 150 "riserve biologiche". Tra i parchi più famosi citiamo quello di Toubkal che è il più antico (1942) e il più alto (quota 4.167 metri s.l.m.) e il parco nazionale Souss-Massa, a sud di Agadir, istituito nel 1991.
Un altro edificio oggetto dell'architettura religiosa è la medersa un edificio costruito spesso nei pressi di una moschea e in cui si insegnava la legge islamica e la teologia. Alcuni elementi architettonici sono simili quelli di una moschea, come la vasca delle abluzioni e la sala delle preghiere, altri sono invece tipici, come la galleria, al piano superiore, costruita intorno al cortile con le celle ospitanti gli studenti. Le decorazioni solitamente sono impreziosite dal frutto del lavoro di abili artigiani che hanno utilizzato mattonelle zellij e stucchi muqarna.
Oltre all'architettura religiosa occorre anche citare l'architettura urbana con il suq (o bazar) che, anche se ad una prima vista può sembrare una costruzione di case senza criterio, in realtà è costruito secondo criteri caratteristici dell'archittettura urbana dell'Africa settentrionale. La struttura prevede un intreccio di vie alternativamente coperte per permettette di mantenere il clima al suo interno fresco e areato. Il riferimento del suq è la moschea e intorno ad essa si sviluppano i vari negozi con una rigorosa gerarchia dettata dalla merce posta in vendita. Pertanto si va dai negozi di candele e di oggetti di culto in generale, prossimi alla moschea, per passare via via allontanandosi, ai librai, ai merciai e per finire, nei pressi delle mura, i negozi utili ai carovanieri.
Discorso a parte va fatto per quella che è chiamata l'architettura berbera che si esprime nel ksar e nella qasba (o kasbah). Il ksar è un villaggio fortificato cinto da un muro con quattro torri con una sola entrata che porta alla via principale centrale normalmente coperta. Il muro di cinta risulta di terra nella parte inferiore mentre è di mattoni nella parte superiore dove finestre strette e lunghe consentono nel contempo l'ingresso della luce e una buona difesa da potenziali nemici. La qasba, simile al ksar, è una struttura più urbana dai colori intensi e dalle torri decorate modellandone l'impasto.
Muhammad Awzal fu un poeta religioso berbero nato intorno al 1670 nel villaggio di al-Qasaba nella regione del Sous e qui morto nel 1748 o nel 1749.
In Marocco la musica classica, sia che sia strumentale o vocale, è chiamata andalusa a causa del suo sviluppo attorno all'anno 1000 nel sud della Spagna. Oggi le composizioni, in buona parte, sono organizzate in cinque movimenti dal diverso metro. Nella sua composizione l'orchestra presenta strumenti a corda come il rebab, uno strumento ad arco che viene considerato parte della famiglia dei liuti, l'oud, uno strumento cordofono a manico corto anche questo membro della famiglia dei liuti, il qanun, cetra trapezoidale con numerosi cori di corde tesi su un piano armonico di pergamena, il violino e vari strumenti a percussione.
La cucina marocchina ha come base il cibo tipico dei nomadi (pecora, verdure e datteri) con contaminazioni arabe e francesi. I piatti che ne derivano sono un concentrato di vari sapori che vanno dal dolce al salato. In un piatto unico è possibile trovare carne, frutta e verdura, condita anche con dello zucchero. Tipico piatto è il tajine, il cuscus, la bastilla, il m'choui, l'harira, le brochette e i merguez. Lungo la costa è possibile gustare sia crostacei come l'astice, l'aragosta e i gamberoni sia altri tipi di pesce quali sardine e sogliole. In ogni strada è facile imbattersi in venditori di fichi d'India e datteri. Mandorle, miele e zucchero sono la base dei dolci marocchini, tipici dolcetti sono le "corna di gazzella" dove la pasta di mandorle si mescola con il profumo dei fiori d'arancio. La contaminazione di culture si nota anche nelle bevande. Nel rispetto della religione mussulmana ci si aspetterebbe di non trovare grandi produzioni di alcolici. In realtà in Marocco, nella zona di Fès e Meknes, ci sono grandi distese di vigne che producono un discreto vino. È presente anche la produzione di birra anche se di gradazione leggera. La bevanda tipica del Marocco è il tè alla menta che ha anche un suo tipico rito di preparazione. inoltre la cucina marocchina si differenzia dal nord al sud.
Autostrade in Marocco
La rete autostradale del Marocco ha una lunghezza di 850 km (al 25 marzo 2008) ma 1.420 km sono previsti entro il 2010. Essa è gestita dalla società pubblica Autoroutes du Maroc (ADM).
La prima ad essere realizzata è stata l'autostrada Casablanca - Rabat, che con un traffico di 34.094 veicoli al giorno nel primo semestre del 2007 è anche l'autostrada a pagamento più frequentata di tutta l'Africa.
D'altra parte, molte autostrade sono attualmente in costruzione. L'ultima ad essere stata inaugurata è stata la Tangeri - Tangeri Med (52 km), il 25 marzo 2008.
I lavori di ampliamento, cominciati nel gennaio del 2008, sono previsti concludersi nel 2010. La lunghezza di questo progetto è calcolata in 59 km. Il costo dei lavori viene stimato in 800 milioni di dirham e comprende anche la costruzione di un ottavo casello, che verrà ad aggiungersi ai sette già in servizio e sarà situato tra le attuali uscite di Mohammédia Est e Ovest.
L'autostrada Tétouan - Fnideq è tra le più importanti della rete autostradale marocchina, in particolare per la sua posizione geografica che dà sull'Europa. Si prevede che avrà una grande importanza a causa dello sviluppo delle relazioni commerciali tra il Marocco e l'Europa. Inoltre, potrà contribuire a dare una dimensione internazionale alla riva del Mediterraneo.
I lavori, iniziati nel 2004, dovrebbero concludersi nel 2008, dopo quattro anni. La Lunghezza di questa autostrada è di 28 km.
L'autostrada Marrakech - Agadir rappresenta l'ultima tappa del collegamento Nord-Sud (Tangeri - Agadir) definito dallo schema delle autostrade marocchine. I lavori dureranno tre anni (2006-2009).
Questa autostrada avrà quattro aree di servizio, sette caselli di pedaggio alle uscite e due centri di manutenzione.
L'autostrada A8 è lunga 52 km ed assicura il collegamento tra l'A1 e il nuovo porto di Tangeri Med (regione dell'Oued Rmel).
L'autostrada che collega Rabat a Fès verrà prolungata per arrivare fino a Oujda. La distanza tra queste due città è di 328 Km. Essa costituisce, allo stesso tempo, l'ultima tappa del collegamento ovest-est e costituisce anche un tratto importante della transmaghrebina che comincia a Nouakchott, la capitale della Mauritania, e attraversa i paesi dell'Unione del Maghreb Arabo per arrivare, infine, alla città di Tobrouk in Libia.
Il costo di questo progetto è calcolato intorno ai 9.125 milioni di dirham. Questi costi non comprendono quelli per l'acquisto dei terreni.

