Adidas

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Inviato da maria 21/04/2009 @ 02:09

Tags : adidas, abbigliamento, economia

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Adidas

Il logo Adidas Originals

Adidas è un gruppo industriale multinazionale a base tedesca, specializzato nella produzione di articoli sportivi per professionisti e non.

Fu fondata nel 1948 da Adolf "Adi" Dassler, fratello di Rudolf Dassler fondatore della Puma, che la battezzò con il suo soprannome e una parte del cognome (Adi e Dassler). Alla morte di Adi, la società è stata guidata dalla moglie Käthe, dal figlio Horst, e dalle figlie di quest'ultimo, che hanno traghettato l'azienda verso l'attuale assetto. Nel 1995 la Adidas è entrata in borsa quotandosi a Parigi e Francoforte sul Meno. Nel 1997 Adidas ha acquisito Salomon Group ed i suoi marchi Salomon, TaylorMade, Mavic and Bonfire, la nuova azienda ha assunto il nome di Adidas-Salomon AG. Nel gennaio 2006 il gruppo ha acquisito anche la marca Reebok. Inoltre la adidas è stato sponsor dei palloni della Fifa World Cup 2006 e del FIFA Futsal World Championship 2004.

Nel 2004 l'azienda impiegava circa 17000 persone e deteneva il secondo posto nel mercato globale per quanto riguarda le scarpe sportive. Dispone di filiali dislocate in 55 paesi.

Nel 2006 il suo fatturato è cresciuto ed è arrivato a 7,34 miliardi di dollari, con un utile netto di circa 465 milioni.

Secondo la "Guida al vestire critico", Centro nuovo modello di sviluppo, 2006, Edizione missionaria italiana, "Adidas ottiene parte dei suoi prodotti da terzisti localizzati in Cina, Laos e Vietnam, paesi che vietano ogni libertà sindacale". La stessa fonte afferma che "alcune interviste condotte tra il luglio 2001 e il gennaio 2002 in 4 fabbriche indonesiane che producevano per Nike e Adidas hanno messo in evidenza che gli stipendi erano sotto la soglia della povertà , un sindacalista della fabbrica Punarub (fornitrice di Adidas) è stato minacciato di morte e processato a seguito di uno sciopero , molti lavoratori avevano malattie respiratorie connesse all'inalazione di vapori tossici, mentre altri avevano perso le dita nelle macchine tagliatrici" e che "Il rapporto 2005 di Greenpeace, Parfum de scandale, segnala che il profumo Floral Dream, a marchio Adidas, contiene ftalati e muschi sintetici, sostanze potenzialmente pericolose per la salute ".

La colonna sonora dello spot è il Pilooski re-edit Beggin' di Frankie Valli & the Four Seasons.

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Adidas Golden Ball

L'Adidas Golden Ball è un premio calcistico istituito nel 1977 dalla FIFA, assegnato al giocatore che più si sia distinto durante il campionato mondiale di calcio Under-20.

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Adidas Power Soccer

Adidas Power Soccer è un videogioco di calcio sviluppato e pubblicato dalla Psygnosis per PlayStation e Microsoft Windows nel 1996.

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Arena (azienda)

Logo

Arena è un marchio di abbigliamento per il nuoto sportivo creato nel 1973 dalla Adidas Francia, dal suo presidente Horst Dassler. Venduta nel 1990, il marchio oggi rappresenta due differenti linee di prodotti.

Dopo la Adidas, il marchio è passato il mano a 3 case di investimento tedesche ed italiane. Attualmente l'Arena è un marchio principalmente conosciuto in Europa, benché i suoi prodotti siano esportati in tutto il mondo, ad esclusione dell'estremo oriente.

La compagnia commercializza una linea di costumi da bagno altamente innovativi, adatti anche per il triathlon e la pallanuoto.

I costumi Arena sono stati prodotti in Francia fino all'aprile 2007, mese in cui la fabbrica di Libourne, vicino Bordeaux è stata chiusa. Attualmente i prodotti Arena vengono fabbricati in Cina.

Alexander Popov, Frédérick Bousquet, Laure Manaudou e Gary Hall Jr. sono stati fra i testimonial più celebri dell'azienda.

Descente, una aziena giapponese di abbigliamento sportivo, possiede il marchio Arena nel sud-est asiatico, sin dal 1976. L'Arena di Descente non ha nulla a che vedere con l'Arena europea, ed essenzialmente sono due aziende distinte che condividono il nome ed il logo. I prodotti sono principalmente fabbricati in Cina, anche se da 2008, alcuni modelli sono etichettati come "fatti in Giappone".

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Adolf Dassler

Adolf Dassler (Herzogenaurach, 3 novembre 1900 – Herzogenaurach, 6 settembre 1978) è stato un imprenditore tedesco, fondatore della casa d'abbigliamento sportivo Adidas e fratello di Rudolf Dassler, fondatore della Puma.

Adolf, conosciuto come Adi, ha iniziato a produrre le sue prime scarpe sportive al termine della prima guerra mondiale, aiutato dal padre, Christoph, e dai fratelli Zehlein e Rudolf, che in seguitò abbandonò l'azienda per fondare la rivale Puma. Lo stesso nome Adidas deriva dalle iniziali del suo fondatore, Adi Dassler.

L'azienda ottenne subito un grande successo e guadagnò la ribalta internazionale equipaggiando Jesse Owens durante i Giochi olimpici del 1936.

Nel 1973 il figlio Horst fondò la propria compagnia, l'Arena, specializzata in abbigliamento per il nuoto.

Dopo la morte di Adolf, avvenuta nel 1978, si occuparono dell'azienda il figlio e la moglie Käthe.

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Reusch

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Reusch è una casa tedesca di abbigliamento sportivo, specifico nello sci e nel calcio, nonostante produca anche completi, borse,palloni e altro la sua specialità è l'abbigliamento tecnico del portiere. La Reusch nei primi anni del calcio moderno ha avuto l'idea di creare un guanto appositamente per il portiere, per permettergli oltre che a protezione anche presa, si avvalse della collaborazione di alcuni portieri professionisti per la creazione del primo guanto da portiere. Nel 1974 il portiere della Germania Sepp Maier giocò tutti i campionati del mondo con guanti prodotti dalla casa tedesca.

La Reusch oltre ad essere la prima casa sportiva a creare un guanto da portiere, attualmente è la leader del marcato in continua concorrenza con la Uhlsport, con la quale si sfida ogni anno nella ricerca dei migliori lattici specifici, mentre Puma, Nike e Adidas rimangono marche molto più commerciali.

I testimonial della Reusch sono Dida del Milan e Julio Cesar dell'Inter, in passato ha avuto nomi celebri come Schmeichel, Khan (poi passato ad Adidas), Klos, Koepke, Peruzzi e Buffon (poi passati a Puma), Seaman (poi passato ad Umbro), Abbiati, Taffarel, Vitor Baia, Illgner, Campos e molti molti altri.

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Campionato mondiale di calcio 2006

Adidas Teamgeist Berlin gold.JPG

I Mondiali di calcio Germania 2006 (ted. Fußball-Weltmeisterschaft 2006) furono la 18ª edizione del Campionato mondiale di calcio, torneo calcistico riservato a squadre di calcio nazionali organizzato dalla FIFA ogni quattro anni. Si disputarono dal 9 giugno al 9 luglio 2006 in Germania, la quale ottenne il diritto di organizzare il Campionato mondiale 2006 nel luglio 2000, battendo la concorrenza di Inghilterra, Brasile, Marocco e Sudafrica (quest'ultimo designato per ospitare i Mondiali del 2010). Il motto dell'evento era Il mondo a casa di amici (Die Welt zu Gast bei Freunden).

La Coppa del mondo fu vinta dall'Italia, che nella finale giocata all'Olimpico di Berlino sconfisse la Francia per 5-3 ai calci di rigore, dopo che i tempi supplementari si erano conclusi sull'1-1. Per gli Azzurri fu il quarto titolo mondiale della storia. Al terzo posto si classificò la Germania, Nazionale ospitante, che nella finale per il 3° posto del Gottlieb-Daimler-Stadion di Stoccarda ebbe la meglio sul Portogallo, battendolo per 3-1.

All'edizione 2006 del Campionato mondiale parteciparono, a partire dalle qualificazioni, le Nazionali di 198 stati del mondo. I turni di qualificazione iniziarono nel dicembre 2003. Alla fase finale del Mondiale erano presenti 32 squadre.

L'inno ufficiale dei Mondiali 2006 era The Time of Our Lives, di Il Divo feat. Toni Braxton, mentre al termine di ogni partita, all'interno dello stadio veniva diffusa la canzone-inno Stand Up, cantata da Patrizio Buanne. Si tratta del rifacimento - con un testo adattato al clima calcistico - della canzone Go West dei Village People (pubblicata nel 1979), resa celeberrima già dai Pet Shop Boys nel 1993.

Il 7 luglio 2000 l'incontro per decidere chi avrebbe ospitato i Mondiali 2006 si tenne per la sesta volta consecutiva a Zurigo. Le nazioni candidate erano quattro dopo che il Brasile ritirò la sua candidatura tre giorni prima della votazione. Erano previsti tre turni di voto, e in ogni turno veniva eliminata la squadra che aveva ricevuto meno voti. I primi due turni si svolsero il 6 luglio, e l'ultimo turno il 7 luglio. Il primo a essere eliminato fu Marocco che ottenne solo tre voti su 24; l'Inghilterra venne eliminata al secondo turno con soli due voti. All'ultimo turno la Germania battè per 12 voti a 11 il Sud Africa, ma il successo della Germania fu macchiato da un tentativo di corrompere un membro della giuria. Infatti la notte prima della votazione, la rivista satirica tedesca Titanic mandò delle lettere a rappresentanti della FIFA, offrendo loro dei doni nel caso avessero votato per la Germania. Il delegato dell'Oceania Charles Dempsey, che supportava la candidatura del Sud Africa, si astenne per "intollerabili pressioni" alla vigilia della votazione. Se Dempsey avesse votato, sarebbe finita 12–12, e il presidente della FIFA Sepp Blatter, che sosteneva la candidatura del Sud Africa, avrebbe deciso chi sarebbe stata la nazione ospitante.

A Germania 2006 erano assenti tre grandi del calcio africano: Nigeria e Camerun avevano mancato la possibilità di qualificarsi nell'ultima partita delle qualificazioni africane, mentre il Sudafrica aveva terminato il proprio cammino nelle qualificazioni con un deludente terzo posto nel proprio raggruppamento. Aveva fallito la qualificazione anche il Senegal, protagonista ai Mondiali 2002, dove aveva raggiunto i quarti di finale. Non era presente neanche l'Egitto campione continentale in carica. Quattro delle cinque squadre africane ammesse al Mondiale erano esordienti nella manifestazione: Angola, Costa d'Avorio, Togo e Ghana. L'altra nazionale qualificata era la Tunisia, unica delle grandi storiche del calcio africano.

Le potenze asiatiche - Corea del Sud, Arabia Saudita e Giappone - avevano confermato la loro presenza ai Mondiali. Era assente dalla fase finale la Cina, mentre era presente l'Iran, che ritornava ad un Mondiale dopo l'esperienza di Francia 1998.

Oltre alla Germania, qualificata d'ufficio come paese ospitante, c'erano tutte le grandi nazionali europee: Inghilterra, Olanda, Francia, Italia, Spagna e Portogallo. L'assenza più clamorosa era quella della Grecia campione d'Europa in carica. A mancare l'appuntamento tedesco erano state anche la Turchia (estromessa nei play-off dalla Svizzera), la Russia e la Norvegia, che, pur avendo conquistato i play-off a spese dei russi, era stata eliminata dalla Repubblica Ceca. Tra le altre escluse illustri figuravano il Belgio, l'Irlanda e la Danimarca. Tra le qualificate erano due le debuttanti al Campionato del mondo: la Repubblica Ceca (ma se si considera il titolo sportivo ereditato dall'ex-Cecoslovacchia si tratta di un ritorno dopo 16 anni) e l'Ucraina, che aveva conquistato la qualificazione anche grazie ai gol di Andriy Shevchenko.

Nonostante la sconfitta in Turchia (4-2), la Svizzera, seconda nel proprio girone di qualificazione davanti a Israele e Irlanda e alle spalle della Francia, aveva guadagnato l'accesso a Germania 2006 in virtù della vittoria per 2-0 in casa contro i turchi. Questi ultimi, terzi classificati ai Mondiali 2002, erano stati dunque esclusi, mantenendo così una strana tradizione che vede dai Mondiali del 1990 in poi assente sempre una delle semifinaliste del Mondiale precedente (la Francia nel 1990, l'Inghilterra nel 1994, la Svezia nel 1998, l'Olanda nel 2002 e, appunto, la Turchia nel 2006). I rossocrociati elvetici, invece, tornavano a disputare la fase finale della competizione mondiale a distanza di dodici anni dall'ultima apparizione (Mondiali 1994).

La Spagna, malgrado il secondo posto nel girone della Serbia e Montenegro, aveva conseguito la qualificazione ai play-off. A Bratislava aveva pareggiato per 1-1 con la Slovacchia dopo il roboante 5-1 di Madrid.

La Repubblica Ceca, esclusa illustre dai Mondiali 2002, era stata costretta ai play-off dal secondo posto dietro all'Olanda nel proprio girone di qualificazione. Qui aveva battuto la Norvegia per 1-0 sia all'andata che al ritorno, conquistando così un posto tra le 32 finaliste.

C'era anche la cosiddetta Trimurti nordamericana della CONCACAF: Messico, Stati Uniti e Costa Rica, qualificatesi con relativa facilità. Debuttava ad un Mondiale anche Trinidad e Tobago, vittorioso nello spareggio AFC-CONCACAF con il Bahrain. Nel 1990 Trinidad e Tobago aveva sfiorato la qualificazione, venendo eliminata dagli Stati Uniti all'ultima giornata del girone finale.

L'Australia tornava ai Mondiali dopo 32 anni. Anche in quell'occasione, Mondiali 1974, si era giocato in Germania. I socceroos avevano sconfitto l'Uruguay ai rigori nello spareggio OFC-CONMEBOL. L'Oceania ritrovò così una sua rappresentante dopo 24 anni: l'ultima nazionale oceanica presente ad un Mondiale era stata la Nuova Zelanda nel 1982. In verità non si può parlare di rappresentante della zona oceanica, dato che l'Australia è affiliata all'AFC dal 1° gennaio 2006, anche se la FIFA l'ha considerata, fino alla fine del torneo, una nazionale oceanica e non asiatica.

Oltre alle grandi del calcio sudamericano, Brasile e Argentina, erano presenti alla rassegna tedesca Ecuador e Paraguay. L'altra big continentale, l'Uruguay, era stata sconfitta dall'Australia ai rigori nello spareggio OFC-CONMEBOL.

Il Bahrain, vincitore dello spareggio AFC con l'Uzbekistan, aveva sfidato Trinidad e Tobago, quarto nel girone finale CONCACAF. A vincere erano stati i centramericani, detti Soca Warriors, capaci di ottenere una storica qualificazione.

Si era poi ripetuta la sfida degli spareggi per i Mondiali 2002 tra Uruguay (quinto nel girone CONMEBOL) e l'Australia (vincitrice del girone OFC). Questa volta, però, a vincere era stata l'Australia.

Le otto teste di serie del Mondiale 2006 erano state selezionate dalla FIFA sulla base di vari criteri, tra cui la posizione nel Ranking mondiale FIFA, e decise il 5 dicembre 2005. Le teste di serie erano state inserite nell'urna A del sorteggio. L'urna B conteneva le squadre qualificate non teste di serie del Sud America, Africa e Oceania, mentre l'urna C otto delle nove squadre europee rimanenti, tranne la Serbia e Montenegro. L'urna D conteneva le squadre della CONCACAF e quelle asiatiche. Un'urna speciale conteneva la Serbia e Montenegro. Il provvedimento era stato adottato per garantire che in un gruppo non ci fossero tre squadre europee. Nell'urna speciale la Serbia e Montenegro (pallina bianca) era stata sorteggiata per prima, poi era stata la volta delle squadre del suo gruppo (Argentina, Olanda e Costa d'Avorio). Le otto teste di serie erano state sorteggiate come prime squadre dei loro gruppi.

Era già stato deciso che la Germania, in quanto paese ospitante, sarebbe stata assegnata al Gruppo A. La FIFA aveva inoltre annunciato in anticipo che il Brasile (campione in carica) sarebbe stato assegnato al Gruppo F.

Il 9 dicembre 2005 a Lipsia si era tenuto il sorteggio. Le 32 nazionali ammesse alla fase finale del Mondiale erano state divise in 8 gruppi da quattro squadre (A, B, C, D, E, F, G e H). Dopo il sorteggio molti commentatori di calcio avevano definito il gruppo C il gruppo della morte del Mondiale anche se in verità Argentina e Olanda (inserite in quel raggruppamento) si sarebbero qualificate agli ottavi con un turno di anticipo, battendo abbastanza facilmente Costa d'Avorio e Serbia e Montenegro.

La fase finale dei Mondiali 2006 ebbe inizio il 9 giugno 2006 a Monaco di Baviera e termine il 9 luglio 2006 a Berlino, per un totale di 64 partite giocate. Nella prima fase, quella a gironi, le 32 squadre erano divise in 8 gruppi da 4 nazionali ciascuno. In ciascun gruppo le gare disputate erano 6, per un totale di 48 partite della prima fase, terminata il 23 giugno 2006. Le prime due classificate di ogni gruppo si qualificarono per la fase a eliminazione diretta, iniziata il 24 giugno con gli ottavi di finale (16 squadre) e proseguita con i quarti di finale (8 squadre), le semifinali (4 squadre), e le due finali: la finale per il terzo posto, giocata l'8 luglio a Stoccarda, e la finalissima del 9 luglio 2006.

La finalissima, giocata all'Olympiastadion di Berlino, si concluse con la vittoria dell'Italia sulla Francia per 5-3 dopo i supplementari ed i tiri di rigore. I tempi regolamentari e i supplementari, infatti, erano finiti con il punteggio di 1-1. Si trattava della prima finale mondiale con due squadre europee dai Mondiali 1982, anch'essi vinti dall'Italia, e la seconda finale mondiale decisa ai tiri di rigore, dopo quella dei Mondiali 1994, che l'Italia aveva perso contro il Brasile per 3-2 dopo che i tempi regolamentari e i tempi supplementari erano finiti con il risultato di 0-0.

La finale per il terzo posto vide la vittoria della Germania, Nazionale ospitante, contro il Portogallo per 3-1. Si distinguerà Bastian Schweinsteiger, autore di una doppietta e di una grande prestazione. I tedeschi, vincitori di tre edizioni dei Mondiali, si erano già classificati al terzo posto ai Mondiali 1934 e ai Mondiali 1970, mentre i portoghesi erano già giunti tra le prime quattro nazionali quarant'anni prima, terzi ai Mondiali 1966. Con l'accesso a questa finale la Germania divenne la nazionale con più piazzamenti tra i primi quattro posti (undici piazzamenti su diciotto edizioni), seguita dal Brasile con dieci piazzamenti tra le prime quattro, dall'Italia con otto, dalla Francia con cinque, dall'Argentina, dalla Svezia e dall'Uruguay con quattro, dall'Olanda con tre e, a seguire, da tutte le altre.

Il torneo vide il ritorno al predominio calcistico mondiale delle nazionali europee. Infatti tutte e quattro le semifinaliste provenivano dal "vecchio continente" (Germania, Italia, Portogallo e Francia). Se si considera che a Germania 2006 tutte le compagini asiatiche furono estromesse dopo la prima fase, la tendenza si scontra con quella dei Mondiali 2002, nei quali una nazionale nordamericana (Stati Uniti), un'africana (Senegal) e un'asiatica (la semifinalista Corea del Sud) erano avanzate nella fase a eliminazione diretta e una nazionale europea non delle più titolate (Turchia) aveva raggiunto il terzo posto, unica a rappresentare il calcio europeo insieme alla Germania, sconfitta in finale dal Brasile.

La fase a gironi premiò in linea di massima le superpotenze calcistiche più quotate, registrando, tuttavia, anche le prime gioie internazionali di squadre quali l'Ucraina, che raggiunse i quarti di finale alla sua prima avventura mondiale, il Ghana, anch'esso alla prima partecipazione, e l'Australia, il cui unico precedente nella massima competizione planetaria risaliva ai Mondiali del 1974 (eliminazione nella prima fase), e infine l'Ecuador, capace di migliorare nettamente il risultato ottenuto ai Mondiali del 2002, centrando la qualificazione agli ottavi dopo sole due partite. Inoltre la manifestazione vide il rinvigorimento di alcune scuole calcistiche molto quotate nel passato e decadute nel corso dei decenni. L'esempio fu quello della Svizzera, che non riusciva a qualificarsi per la fase finale di un campionato del mondo dai Mondiali statunitensi del 1994 e il cui miglior piazzamento nel torneo sono i quarti di finale raggiunti nel 1934, 1938 e 1954 (edizione casalinga).

Il favorito Brasile, campione del mondo in carica, disattese le aspettative venendo eliminato ai quarti di finale dalla Francia, vittoriosa per 1-0 grazie al gol di Thierry Henry su assist di Zinédine Zidane. I transalpini ripeterono l'impresa di otto anni prima, quando avevano battuto i sudamericani per 3-0 nella finale dei Mondiali 1998. L'Italia sconfisse in semifinale la Germania per 2-0 con gol di Fabio Grosso e Alessandro Del Piero nei minuti finali dei tempi supplementari. Anche ai Mondiali 1970 gli azzurri avevano avuto la meglio sui tedeschi ai tempi supplementari, e sempre in semifinale.

Secondo la critica la vittoria fu raggiunta dall'Italia attraverso un gioco corale molto organizzato, un'eccezionale forza fisica e, come nella migliore tradizione italiana, una difesa solidissima, che concesse soltanto un gol su rigore e un autogol in sette partite. Un altro fattore decisivo per il trionfo finale fu la capacità di non dipendere da un solo giocatore, come conferma il fatto che i dodici gol dell'Italia nel torneo furono segnati da dieci calciatori diversi.

La Francia raggiunse la finale guidata da Zinédine Zidane, alle sue ultime partite prima dell'annunciato ritiro dall'attività agonistica. Il capitano della Francia fu giudicato dalla FIFA Miglior Giocatore dei Mondiali, sebbene nella finale fosse stato espulso per un fallo di reazione nei confronti del difensore italiano Marco Materazzi (va detto che la decisione venne presa prima della finale e, di conseguenza, prima dell'espulsione).

Alle spalle di Zidane si classificarono due italiani: al secondo posto Fabio Cannavaro e al terzo posto Andrea Pirlo. Per la prima volta nella storia dei Mondiali i primi tre classificati nella graduatoria dei migliori calciatori del torneo non appartenevano a tre squadre diverse.

Nella finale furono messi a segno due gol nei primi venti minuti. Zinédine Zidane trasformò un controverso calcio di rigore assegnato al sesto minuto di gioco; Marco Materazzi, che aveva provocato il rigore di cui sopra, pareggiò per l'Italia al diciannovesimo. Entrambe le squadre ebbero buone occasioni per raddoppiare: l'Italia con una traversa colpita da Luca Toni e un gol di testa dello stesso Toni annullato per fuorigioco (sul calcio di punizione la posizione di Toni era perfettamente regolare mentre era in leggero fuorigioco De Rossi che gli stava vicino; questo probabilmente ingannò il guardialinee), la Francia con un colpo di testa nei supplementari di Zinédine Zidane parato da Gianluigi Buffon, eletto Miglior Portiere del Mondiale. Ai rigori l'unico errore fu quello del francese David Trezeguet, che colpì la traversa al secondo tiro dei francesi. I rigori francesi furono messi a segno da Sylvain Wiltord, Eric Abidal e Willy Sagnol; quelli italiani, nell'ordine, da Andrea Pirlo, Marco Materazzi, Daniele De Rossi, Alessandro Del Piero e Fabio Grosso, autore della rete decisiva.

Ogni edizione annovera almeno una squadra esordiente: a Germania 2006 le debuttanti erano sei. Provenivano dall'Europa dell'Est (Ucraina), dall'Africa (quattro: Angola, la Costa d'Avorio, il Togo e il Ghana) e dai Caraibi (Trinidad e Tobago). Tutte le formazioni asiatiche furono eliminate al primo turno.

Non si considera la Serbia e Montenegro squadra esordiente, dal momento che la si ritiene la naturale continuazione della nazionale jugoslava che partecipò alla massima competizione calcistica fin dalla sua prima edizione nel 1930. Lo stesso discorso si applica alla nazionale ceca, non reputata esordiente per via delle precedenti partecipazioni ai Mondiali della nazionale cecoslovacca, finalista in ben due occasioni (1934 e 1962). I cechi si qualificarono a scapito della nazionale norvegese, mentre la Slovacchia fu eliminata ai play-off dalla Spagna, che sconfisse gli slovacchi in modo netto ed era tra le favorite per la vittoria finale.

La Serbia e Montenegro partecipò per l'ultima volta ai Mondiali di calcio, dato che il 3 giugno 2006 il Montenegro divenne uno stato indipendente, gettando le basi per la nascita della nazionale di calcio montenegrina. L'indipendenza del Montenegro fu sancita pochi giorni prima dell'apertura dei Mondiali. Ciò creò una situazione singolare, poiché la Nazionale di Serbia e Montenegro rappresentava, di fatto, un'entità statale non più esistente. Nelle successive competizioni avrebbero poi partecipato due nazionali distinte: quella serba e quella montenegrina.

Questa edizione dei Mondiali è ricordata come la più seguita nella storia della televisione: è stata trasmessa in 214 stati, ed il numero totale di spettatori è stato di 26,29 milioni.

Secondo alcune stime la FIFA guadagnò dall'organizzazione del Mondiale circa 1,4 miliardi di dollari, molti dei quali provenienti dalla cessione dei diritti televisivi ed una parte importante anche dalla sponsorizzazione del sito web ufficiale (che, coprodotto con Yahoo, registrò un numero di visitatori di assoluta primarietà). Il giro d'affari globale complessivo legato allo svolgimento del Mondiale fu stimato dal britannico Centre for Economics and Business Research in circa 25 miliardi di dollari di incremento di consumi, principalmente in Europa. L'Istituto di Ricerche Economiche di Monaco stimò nello 0,25% il possibile effetto positivo sull'economia tedesca. In uno studio intitolato "Soccereconomics 2006", finanziato dalla banca olandese ABN-AMRO, si teorizzò che i risultati avrebbero influito sul consumo. La conclusione dello studio prevedeva che il maggior influsso sull'economia sarebbe potuto derivare da un'eventuale finale Germania-Italia in cui la Germania avesse perduto. Secondo una previsione di Goldman Sachs, invece, effettuata secondo calcoli prevalentemente statistici, ci si sarebbe attesa la vittoria del Brasile.

Secondo alcune stime circa un miliardo e duecentomila persone nel mondo (pari al 17% della popolazione del pianeta) avrebbero assistito via televisione alla finale. In molti paesi emergenti vi furono rilevanti picchi di incremento nelle vendite di televisori (primo apparecchio), fra questi India, Nepal, Corea e Bangladesh. Nei paesi sviluppati fu questa la prima edizione dei Mondiali diffusa in alta definizione. Negli USA l'incremento di spettatori rispetto alla passata edizione sarebbe del 112%, mentre a Boston per la prima volta 10.000 persone si radunarono per assistere alla partita su un maxi-schermo nella piazza del comune.

Per la prima volta la RAI non trasmise tutte le partite del Mondiale, ma solo una al giorno, in un inusuale cinemascope. I diritti di tutti i match furono acquistati da SKY Italia. Per la prima volta in Italia una televisione satellitare si appropriò di tutti i diritti di trasmissione delle partite. Anche in altre nazioni la pay-tv ha trasmesso i Mondiali (in Spagna la Digital+ del gruppo Prisa, in Germania la Premiere). Le 2 nuove reti spagnole nate dalla nuova legge sulla televisione, Cuatro e La Sexta, trasmisero le partite del Mondiale, con la seconda che comprò i diritti per alcune partite e per question di copertura sub-cedette alla prima le partite di interesse generale. Grazie alla finale Cuatro ha vinto il suo primo giorno negli ascolti.

La società di analisi web Nielsen NetRatings ha stimato che circa 3.400.000 utenti unici abbiano visitato il sito sportivo della BBC durante la manifestazione, con una media di circa 23 minuti di permanenza media per utente. Il sito inglese sarebbe stato in assoluto il più visto, 3 volte di più di quello della FIFA.

La Germania nel 2006 aveva una pleteora di stadi che soddisfavano la capacità minima di 40.000 posti per ospitare le partite dei Mondiali. Tra questi vennero scelti 12 stadi. Tra questi non vi era l'Olympiastadion di Monaco (69.250) nonostante i regolamenti FIFA permettessero di scegliere due stadi della stessa città; anche l'LTU Arena di Düsseldorf (51.500), il Weserstadion di Brema (43.000) e il Borussia-Park di Mönchengladbach (46.249) non vennero scelti.

Durante il torneo, molti stadi cambiarono denominazione, in quanto la FIFA proibisce la sponsorizzazione degli stadi a meno che gli sponsor degli stadi siano anche sponsor ufficiali FIFA. Per esempio, l'Allianz Arena a Monaco fu ribattezzato FIFA World Cup Stadium, Munich (o in tedesco: FIFA WM-Stadion München), e anche le lettere dello sponsor Allianz vennero rimosse o coperte. Alcuni di questi stadi avevano pure una capacità minore del solito durante la Coppa del Mondo per il fatto che i regolamenti FIFA proibiscono di utilizzare i posti in piedi.

Il pallone utilizzato per i Mondiali 2006 fu il Teamgeist ("Spirito di squadra"), attualmente usato, con colori diversi, da altre squadre come il Milan, e prodotto dall'azienda tedesca Adidas, che ha fornito i palloni per le altre edizioni dei Mondiali a partire dal campionato del mondo 1974 (introduzione del celebre Telstar).

Il Teamgeist differisce dai palloni creati in passato, avendo soltanto 14 pannelli curvi (che fanno del pallone un equivalente di un ottaedro troncato) piuttosto che i 32 costituenti i palloni precedenti a partire dal 1970. Inoltre i pannelli sono legati insieme anziché suturati. Il Teamgeist appare così più rotondo e la sua traiettoria risulta più indipendente dal punto in cui è calciato. Essendo poi quasi impermeabile, in caso di pioggia non modifica le proprie prestazioni in maniera sensibile.

Ognuna delle 32 federazioni calcistiche qualificate per i Mondiali di Germania ricevette 40 palloni in omaggio per gli allenamenti.

La Parliamentary Assembly of the Council of Europe (PACE), il Nordic Council e Amnesty International hanno espresso il loro disappunto sull'incremento del traffico di prostitute durante il mondiale. PACE e Amnesty hanno denunciato che 30000 donne e ragazze sono state costrette a prostituirsi durante i mondiali di calcio Germania 2006. Hanno chiesto alle autorità tedesche di monitorare i bordelli durante il Mondiale e sostenere le vittime del traffico.

Secondo la polizia tedesca non c'è stato un rilevante aumento della prostituzione forzata durante il Mondiale. Anche se c'era stato un aflusso significativo di prostitute in Germania prima del mondiale la maggior parte di queste avevano lasciato il paese durante le prime due settimane. Ufficiali di Polizia di molte città hanno sostenuto che in realtà il commercio di prostitute è diminuito.

È stato affermato che le le persone di aspetto straniero non dovrebbero visitare alcune zone dell'ex Germania Est, dopo che un giornale ha riportato che i naziskin stavano progettando di fare violenza agli stranieri. La Germania ha una minoranza di Naziskin che attacca violentemente gli immigrati nel paese e i turisti da quando è caduto il muro di Berlino e la Germania è stata riunificata. L' Africa Council, che ha sede a Berlino, e l' International League of Human Rights hanno avvisato i tifosi neri e asiatici di evitare alcune zone della Germania Est durante il mondiale. L'NPD, un'organizzazione che il governo tedesco ha provato senza successo a vietare nel 2001, aveva progettato di marciare per Gelsenkirchen il 10 giugno, un giorno dopo della partita Ecuador-Polonia. Questa marcia era stata in un primo momento proibita dalla polizia tedesca ma in seguito permessa dalla corte amministrativa di Gelsenkirchen. Sono state progettate altre marcie attraverso Francoforte e Herne durante la competizione che poi sono state proibite. La FIFA ha annunciato che al mondiale le squadre sarebbero state penalizzate di qualche punto nel caso i giocatori e gli arbitri fossero stati offesi con insulti razzisti. Il logo "Football Against Racism" (il calcio contro il razzismo) ha coperto il cerchio al centro del campo fino al calcio d'inizio di tutte le partite del Mondiale. Prima di ogni partita dei quarti di finale i capitani hanno letto una "dichiarazione contro il razzismo". L'Unione Europea ha lanciato una campagna contro il razzismo prima del mondiale.

Su Commons trovi tutte le formazioni delle squadre nei vari incontri.

Miroslav Klose è stato il miglior marcatore del torneo e ha ricevuto la scarpa d'oro dall'Adidas e dalla FIFA. L'ultimo tedesco a vincere la classifica marcatori in un mondiale fu Gerd Müller nell'edizione del 1970, mentre non accadeva dall'edizione cilena del 1962 che il capocannoniere del torneo vincesse la classifica marcatori con meno di 6 reti. In totale sono stati segnati 147 gol (incluse 4 autoreti).

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Source : Wikipedia