Abruzzo

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Abruzzo

Abruzzo - Bandiera

L'Abruzzo (o gli Abruzzi) è una regione politica dell'Italia centrale, con capoluogo L'Aquila. Il Consiglio e la Giunta regionali possono eventualmente riunirsi anche a Pescara (cfr. art. 1, comma 3°, dello Statuto della Regione Abruzzo).

Secondo la classificazione ufficiale NUTS, l'Abruzzo appartiene all'Italia meridionale. Questo è dovuto al fatto che prima dell'espansione del Regno di Sardegna, l'Abruzzo apparteneva al Regno delle Due Sicilie, corrispondente all'attuale Italia meridionale, mentre gran parte dell'attuale Lazio apparteneva allo Stato della Chiesa, tradizionalmente fatto coincidere con l'Italia centrale, ad eccezione del circondario di Sora e il circondario di Gaeta, che erano ricompresi nelle Due Sicilie (dipartimento di Terra di Lavoro). Infatti, la NUTS riprende i compartimenti statistici individuati dall'ISTAT, i quali corrispondono anche alle circoscrizioni elettorali per i rappresentanti dell'Italia al parlamento europeo.

Occupa una superficie di 10.798 km², ed ha una popolazione di 1.330.103 abitanti . È diviso in quattro province: L'Aquila, Chieti, Pescara e Teramo. Confina a nord con le Marche, ad est è bagnata dal Mare adriatico, ad ovest con il Lazio e a sud con il Molise.

La parola Abruzzo - secondo l'ipotesi più accreditata proposta per la prima volta dallo storico umanista Flavio Biondo nella sua pubblicazione L'Italia Illustrata - deriverebbe da Aprutium come corruzione di Praetutium, cioè la terra dei Praetutii, l'antica popolazione che abitava la colonia fenicia di "Petrut", in seguito chiamata dai Romani Petrutia o Praetutia, nei pressi dell'attuale Teramo.

Regione prevalentemente montuosa (65%) e per il restante costituita in massima parte da colline (34%).

La regione presenta le vette più alte dell'Appennino Continentale con il Gran Sasso d'Italia (Corno Grande) e il massiccio della Maiella (Monte Amaro), cui si aggiungono i rilievi dei Monti della Laga al confine con Lazio e Marche, del Gruppo Sirente-Velino, delle Montagne del Parco Nazionale d'Abruzzo al confine con Lazio e Molise e dei Monti Simbruini in comune con il Lazio.

La pianura (1%) è costituita da una stretta fascia costiera che segue il litorale. I fiumi principali sono l'Aterno-Pescara, il Sangro e il Vomano che sfociano tutti nel Mar Adriatico.

La regione ha più volte modificato i suoi confini. Dal medioevo divisa in due territori, Abruzzo ulteriore, in massima parte corrispondente alla (Provincia di Teramo) e Abruzzo citeriore, già unita al Molise nella regione Abruzzi e Molise, perde parte del suo territorio con l'istituzione della provincia di Rieti a cui cederà il circondario di Cittaducale (17 comuni, 1362 km² e 70.000 abitanti) nel 1927; ulteriore restrizione venne effettuata nel 1963 quando la Provincia di Campobasso fu proclamata regione a sé stante, creando così un'ulteriore divisione di un territorio con caratteristiche secolari ben definite. Infatti il Molise non può che considerarsi che un'appendice dell'Abruzzo, per storia, cultura e dialetti. L'Abruzzo come regione storico-culturale inizia dal fiume Tronto e finisce nel Fortore, fiume che dà il nome alla parte meridionale di esso, cioè la Frentania. Anche i territori che vennero aggregati alla provincia di Rieti sono a tutti gli effetti abruzzesi: abruzzese (di tipo aquilano) è il dialetto, abruzzesi sono le tradizioni, abruzzese è l'architettura delle chiese e dei palazzi, abruzzesi si sentono tuttora molti anziani abitanti. L'Abruzzo odierno ricalca approssimativamente la regione augustea regio IV in cui si incorporavano anche i territori dei Sabini da Nursia a Tibur e il Samnium pentro-caraceno di Aesernia e Campobasso-Fagifulae, ma curiosamente prende il nome dal territorio dei Praetuttii, oggi provincia di Teramo, (Abruzzo, "ad Praetuzium", presso il Pretuzio) che invece era parte della augustea regio V detta Picenum.

Il Clima abruzzese è fortemente condizionato dalla presenza del Massiccio Montuoso Appenninico-Centrale con le sue varie dorsali, che divide nettamente il clima della fascia costiera e delle colline sub-appenniniche da quello delle fasce montane più elevate: le prime zone citate presentano dunque delle caratteristiche climatiche di tipo semi-mediterraneo, con temperature che decrescono progressivamente con l'altitudine e precipitazioni che aumentano invece con la quota (basta citare Pescara, che a circa 10 m s.l.m. ha temperature medie sui 15,5 °C e piogge annuali di poco superiori ai 700 mm, e Chieti, che posta su un colle di 330 m s.l.m., registra temperature medie superanti leggermente i 13 °C, ma precipitazioni più copiose con valori annui di circa 900-1000 mm). In inverno lungo le coste, nonostante la la presenza mitigatrice del mare, sono possibili ondate di freddo provenienti dai Balcani con neve anche lungo le coste. Gli inverni dunque, a differenza delle coste tirreniche poste alla stessa latitudine, sono generalmente più rigidi a causa dell'esposizione di tali luoghi alle correnti fredde provenienti dell'Est europeo.

Addentrandosi verso l'interno il clima si fa via via più continentale: la provincia più continentale è quella dell'Aquila, seguita da quelle di Teramo, Chieti e Pescara. In inverno nelle zone interne continentali, specialmente nella Conca Aquilana e nella Marsica, le gelate sono frequenti,diffuse e intense con il termometro che in determinate conche montane di origine glaciale o carsico-alluvionale come Campo Imperatore, Campo Felice e l'Altopiano delle Cinque Miglia può scendere anche a 25°C sotto zero o più anche più volte l'anno. Anche la Piana del Fucino in condizioni di innevamento al suolo e ondate di freddo particolarmente intense può raggiungere minime ugualmente molto basse e quasi da record: nel 2002 ad Avezzano centro si sono raggiunti -19°C e sono stati riportati valori fino a -33°C nella Piana adiacente lontano da isole di calore, mentre nel famoso 1985 -26°C ad Avezzano centro e -32°C a Telespazio. All'inizio di Settembre 2007 vi sono state registrate molte gelate complicando la vita ai vari gruppi alpinistici in zona. D'estate la continentalità delle zone interne favorisce temperature elevate (massime sui 30°C o superiori) ma con scarsa umidità, mitigate localmente solo dall'altitudine, mentre le zone costiere hanno temperature in linea con quelle delle coste tirreniche a pari latitudine.

Anche le precipitazioni risentono fortemente della presenza delle dorsali montuose appenniniche della regione: aumentano con la quota risultando più abbondanti nel settore e sui versanti occidentali maggiormente esposti al flusso umido occidentale-atlantico decrescendo verso est e sui versanti montuosi esposti ad oriente. Spesso le coste adriatiche rimangono in ombra pluviometrica da ovest per l'effetto di sbarramento dell'Appennino. I minimi pluviometrici annui si riscontrano però in alcune vallate interne, notevolmente riparate dalle perturbazioni per l'azione di blocco delle dorsali montuose, come la Valle Peligna, o la valle del fiume Tirino, che in alcuni punti (Ofena, Capestrano) registra a stento 500 mm, e non lungo le coste dove non scendono mai sotto i 600 mm. I massimi pluviometrici si riscontrano invece nei massicci montuosi (in genere quelli lungo il confine laziale) maggiormente esposti alle perturbazioni atlantiche e si aggirano sui 1500-2000 mm (nel 2008 Pescasseroli ha fatto registrare un valore record intorno ai 2200 mm). In inverno le precipitazioni sono per lo più nevose dalle quote medie in su e occasionalmente anche a quote più basse fin sulle coste in occasione di eventi freddo-umidi (episodi di 'burian' e 'rodanate'). Le precipitazioni sono mediamente distribuite nelle stagioni intermedie e in quella invernale con un'unica stagione secca, quella estiva.

Nel 2006 i nati sono stati 11.087 (8,5‰), i morti 13.223 (10,1‰) con un incremento naturale di -2.136 unità rispetto al 2005 (-1,6‰). Le famiglie contano in media 2,6 componenti. Il 31 dicembre 2006 su una popolazione di 1.309.797 abitanti si contavano 48.018 stranieri (3,7‰).

Di seguito vengono riportati i primi 15 comuni della regione per popolazione, al 31 dicembre 2007 (ISTAT).

Oltre a L'Aquila, Chieti e Teramo, che vantano centri storici ricchi di antiche chiese, pregevoli palazzi civici, musei e siti archeologici, tra le città d'arte abruzzesi vanno annoverate Sulmona, che diede i natali ad Ovidio, Atri (che diede il nome al Mare Adriatico), Giulianova, vero esperimento di città ideale del Rinascimento, Campli, Civitella del Tronto, con la sua poderosa fortezza borbonica, Scanno, Lanciano, Ortona, Guardiagrele, Vasto (anticamente chiamata l'Atene degli Abruzzi) e Penne. Tra i borghi più caratteristici, invece, vanno citati Santo Stefano di Sessanio,Castel del Monte, Calascio, Castelli (nota per la produzione artigianale di ceramiche), Pacentro, Pettorano sul Gizio, Pescocostanzo, Rivisondoli, Pescasseroli (che ha dato i natali al filosofo Benedetto Croce), Capestrano, Loreto Aprutino, Bisenti e Città Sant'Angelo.

L'economia abruzzese ha avuto un discreto sviluppo negli ultimi anni, dovuto soprattutto alla spinta ricevuta dal Settore terziario. Il settore primario ha invece subito una flessione e quello secondario non ha avuto incrementi significativi. L'occupazione è cresciuta con un discreto ritmo e anche nel 2006 si è rilevato un incremento del 1,2% con 498.000 impiegati (fonte ISTAT). Secondo i dati del 2006 l'economia di Teramo è la più dinamica seguita da quella pescarese. È presente però una certa disomogeneità nello sviluppo della regione che presenta aree fortemente avanzate e zone con percentuali d'occupazione e sviluppo poco significative, soprattutto nelle aree interne. Un settore florido è il turismo sia invernale nelle varie località sciistiche della regione sia estivo lungo i litorali adriatici dalle acque ancora pressoché pulite.

Tra i Popoli dell'Italia antica, abitanti in territorio abruzzese, ricordiamo gli Equi, i Frentani, i Marrucini, i Marsi, i Peligni, i Piceni, i Pretuzi, i Sanniti, ed i Vestini che furono tutti sottomessi dai Romani. Agli inizi del I secolo a.C. tali popoli, sentendosi discriminati, reclamarono parità di diritti con i loro dominatori, attraverso la concessione della cittadinanza. La coalizione che si formò (Lega italica), comprendente anche popoli stanziati al di fuori dall'attuale Abruzzo, riuscì nell'89 a.C. ad ottenere tale diritto. Questa fu la prima occasione storica in cui venne utilizzato, con finalità politiche, il termine di Italia.

Nel periodo storico antico databile in Italia fra l'VIII secolo a.C. circa e la caduta dell'Impero romano d'Occidente (476), sono nate in Abruzzo molte personalità di rilievo, tra cui spiccano Gaio Sallustio Crispo e Publio Ovidio Nasone. Secondo una leggenda, sarebbe abruzzese anche Ponzio Pilato.

Nel Medio Evo, compreso tra il 476, ed il 1492, tra i personaggi storici nati in Abruzzo ricordiamo Berardo da Pagliara, il giurista Marino da Caramanico, Amico Agnifili (ordinato cardinale da Papa Paolo II), San Giovanni da Capestrano, Tommaso da Celano e Bartolomeo da Bisenti. Operò inoltre in Abruzzo Pietro da Morrone, che fu eletto papa col nome di Celestino V.

In Età moderna (1492-1815), sono nati in Abruzzo tra gli altri, San Francesco Caracciolo, San Camillo De Lellis, fondatore dell'Ordine dei Ministri degli infermi (Camilliani), il missionario Alessandro Valignani, il cardinale Giulio Mazzarino, il compositore Fedele Fenaroli.

Tra gli Abruzzesi celebri degli ultimi due secoli ricordiamo innanzitutto il Santo Patrono dell'Abruzzo San Gabriele dell'Addolorata. Inoltre Fedele Romani, Gabriele D'Annunzio, Ennio Flaiano e Ignazio Silone nel campo della letteratura. I filosofi Benedetto Croce, e Bertrando Spaventa. Il compositore Francesco Paolo Tosti, il musicista Bindi. Il giornalista Bruno Vespa. Corradino D'Ascanio inventore della Vespa e del moderno elicottero. I pittori Francesco Paolo Michetti, Pasquale Celommi e la famiglia Cascella tra cui soprattutto Michele. Gli scultori Nicola D'Antino, il giuliese Venanzo Crocetti famoso per la Porta dei Sacramenti della Basilica di San Pietro in Vaticano e Pietro De Laurentiis. Il magistrato martire del terrorismo Emilio Alessandrini. L'economista Federico Caffè, il manager Sergio Marchionne amministratore delegato di Fiat Auto. Per quanto riguarda la musica leggera, si ricorda Riccardo Cocciante (originario di Rocca di Mezzo), Ivan Graziani, Franz Di Cioccio, Mimmo Locasciulli, Grazia Di Michele (di origine abruzzese), Piero Mazzocchetti, Luca Dirisio e Giò Di Tonno. Anche la rockstar Madonna, il cantante swing Michael Bublè, il cantante e attore Dean Martin (Dino Crocetti) e lo scrittore John Fante hanno origini (nonni) abruzzesi. Nel mondo dello spettacolo e del cinema vanno menzionati Carlo Delle Piane, Gabriele Cirilli, Rocco Siffredi, Milly Carlucci, sua sorella Gabriella Carlucci e Alessia Fabiani. Nel campo della politica ricordiamo Silvio Spaventa prima deputato poi senatore e quindi ministro del Regno d’Italia, ed il senatore Raffaele Caporali. Inoltre i nomi di Giacomo Acerbo ed Adelchi Serena che si distinsero durante il ventennio fascista e furono membri del Gran Consiglio. Abruzzesi sono anche gli ex-sindacalisti ed ora uomini politici Franco Marini (dal 2006 al 2008 Presidente del Senato) e Ottaviano Del Turco, il sindacalista Raffaele Bonanni dal 2006 segretario nazionale della CISL, Gianni Letta sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri in tutti e 4 gli incarichi di Governo di Silvio Berlusconi, Remo Gaspari ben 16 volte Ministro della Repubblica, Marco Pannella e Teodoro Buontempo. Nello sport ricordiamo i ciclisti Vito Taccone e Danilo Di Luca; i piloti di Formula Uno Gabriele Tarquini, Jarno Trulli e Vitantonio Liuzzi; il motociclista Andrea Iannone; i calciatori Domenico Morfeo, Morgan De Sanctis, Giuseppe Rossi e i campioni del mondo Fabio Grosso e Massimo Oddo; la campionessa mondiale di ginnastica ritmica a squadre Fabrizia D'Ottavio, i pugili l' ex-campione del mondo Rocky Mattioli e il campione internazionale IBO pesi massimi Stefano De Angelis (di origini abruzzesi (padre) anche il leggendario Rocky Marciano), gli ori olimpici di pallanuoto alle XXV Olimpiade di Barcellona 1992 Marco D'Altrui e Amedeo Pomilio e l'oro olimpico nel bob alle Olimpiadi di Nagano 1998 Antonio Tartaglia.

Dal punto di vista naturalistico presenta specie rare di flora e fauna, come ad esempio l'orso bruno marsicano, la lontra europea il lupo appenninico e il camoscio d'Abruzzo.

L'Abruzzo è dal 1964 una regione italiana singola a statuto ordinario; precedentemente era insieme al Molise, nella regione Abruzzo-Molise.

Per quanto riguarda il trasporto ferroviario, vi è in Abruzzo una forte disparità tra quello sulla costa - moderno e all'avanguardia - e quello delle zone interne, molto carente in termini di modernità e qualità del servizio e in attesa da decenni di interventi di potenziamento e ammodernamento (vedi in particolare la linea Pescara-Roma). Per alcune tratte si è infatti arrivati alla situazione in cui i trasporti su gomma risultano molto più veloci di quelli su rotaia, i quali presentano a volte tempistiche analoghe a quelle di oltre un secolo addietro, e che inducono molto spesso la popolazione a utilizzare gli autobus anziché i treni.

Pescara ed altre località abruzzesi ospiteranno i XVI Giochi del Mediterraneo dal 26 giugno al 5 luglio 2009. Questi Giochi, tenuti sotto l'egida del Comitato Internazionale Giochi del Mediterraneo, sono organizzati ogni quattro anni e sono il più grande evento sportivo della regione mediterranea, suscitando l'interesse dei Paesi dell'Europa, dell'Africa ed dell'Asia che si affacciano su questo mare.

L'Abruzzo, con i suoi innumerevoli rilievi montuosi, vanta molte località sciistiche, sulle quali hanno sciato campioni del calibro di Alberto Tomba e Deborah Compagnoni, oltre che Papa Giovanni Paolo II. Sulle piste di Roccaraso, Pescocostanzo e Rivisondoli, inoltre, si sono disputate le finali di Coppa Europa di sci alpino degli anni 2005 e 2006 e si attende la disputa di una gara della Coppa del Mondo. Altre piste da sci sono a Ovindoli, Campo Felice, Prati di Tivo e a Prato Selva alle falde del Gran Sasso, a Monte Piselli, a Passolanciano e Campo di Giove sulla Majella, a Pescasseroli nel parco nazionale d'Abruzzo, e in molte altre località minori.

Grande tradizione anche nel Calcio a 5 dove l'Abruzzo vanta due squadre nella massima serie (Serie A1): il Montesilvano e il Ponzio Pescara.

L'Aquila Rugby ha vinto cinque scudetti (1967, 1969, 1981, 1982 e 1994). Nel 2007, dopo molti anni nella massima serie, è retrocessa. Ha partecipato a numerose coppe europee, e lo stadio Tommaso Fattori ha visto la presenza di numerose nazionali estere.

La Cus d'Annunzio, squadra di pallanuoto pescarese, è stata campione d'Italia negli anni 1987, 1997, 1998, nonché campione d'Europa nel 1987. Oggi è in una grave crisi sia economica che sportiva.

Altro sport diffuso nella regione è la pallacanestro, con la BancaTercas Teramo Basket che gioca nella massima serie ed è il massimo rappresentante sportivo della regione e con la storica Pallacanestro Roseto in Legadue. Si sono svolti a Chieti e provincia i campionati europei femminili di basket del 2007, che hanno visto come vincitrice la squadra della Russia, la quale ha battuto in finale la Spagna.

A Teramo si svolge la Coppa Interamnia, un torneo di pallamano al quale partecipano squadre giovanili provenienti da numerose nazioni in tutto il mondo. La Emmelle Naca Teramo milita nella serie A d'Elite di questo sport.

Ad Atri, in estate, si svolge ogni anno l'Atri Cup, torneo multisportivo internazionale al quale partecipano squadre giovanili provenienti da tutte le regioni italiane e da vari Paesi d'Europa e del mondo.

L'Aquila, così come Roseto, ha una grande tradizione nel Pattinaggio velocità, sport nel quale vanta numerosi campioni mondiali. Nel settembre del 2004 a L'Aquila si sono svolti i Campionati Mondiali di Pattinaggio Corsa a Rotelle, a cui hanno parte 46 nazionali provenienti da tutti i cinque continenti.

Antonio Tartaglia è stato campione Olimpico di Bob a due alle Olimpiadi di Nagano 1998.

Anche nel calcio due sportivi abruzzesi si sono distinti ai massimi livelli mondiali: il figlio d'arte pescarese Massimo Oddo e Fabio Grosso (nato a Roma, ma pescarese di famiglia) sono stati Campioni del Mondo di calcio a Germania 2006.

In ambito nazionale va ricordato il corridore di Spoltore Danilo Di Luca, che ha vinto l'edizione 2007 del Giro d'Italia di ciclismo.

La boxe è rappresentata dal pugile Stefano De Angelis, che con le sue vittorie in ambito nazionale e internazionale, si conferma come una delle realtà più belle della boxe italiana.

Giulianova: la mole del Duomo di San Flaviano, opera dell'umanesimo abruzzese, durante il palio del 21 aprile per la Festa della Madonna dello Splendore, una tra le più antiche della Regione.

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Polisportiva Abruzzo Rugby

La Polisportiva Abruzzo Rugby nasce nel 1998, ma questa data non deve ingannare, in quanto la squadra rappresenta la naturale evoluzione della Amatori Chieti Rugby, nata nel 1970, da cui eredita tradizione e cultura rugbystica.

Quindi per capire appieno la nostra storia, chi siamo e quali sono i nostri obiettivi, bisogna per forza iniziare dall'attività del Chieti Rugby, a partire dal 1993.

E' in questo periodo infatti che la società arriva ad un punto cruciale della sua storia, il presidente Peloso è rimasto da solo con un gruppo sparuto di giocatori, peraltro stanchi del lento stillicidio che li porta inevitabilmente da diversi anni a questa parte a doversi accontentare degli ultimi posti nei campionati di C2, senza speranze né obiettivi concreti. In maggio arriva la proposta da parte della famiglia Trivellone (tre fratelli, appassionati e giocatori, provenienti da Pescara) di rilevare in blocco la squadra.

Da subito la nuova dirigenza si mette al lavoro; la struttura societaria è ridotta ma compatta, il potere decisionale è prevalentemente nelle mani del presidente, a garanzia di libertà e velocità nelle scelte da effettuare. I programmi presentati sono importanti: arrivo di un nuovo tecnico di livello e di giocatori di L'Aquila provenienti da serie superiori (in grado di coprire quei "buchi" nei ruoli fondamentali, che fino ad allora avevano fortemente penalizzato i giocatori locali), opera massiccia di propaganda e reclutamento sul territorio a garanzia dei risultati ottenuti, ricerca di sponsorizzazioni di buon livello per permettere investimenti importanti nel rugby.

L'entusiasmo arriva subito alle stelle, il gruppo di giocatori locali si ricompatta, spinto da una gran voglia di riscatto e sapientemente guidato dal nuovo allenatore-giocatore Pasquale Grottini (due volte campione d'Italia con L'Aquila Rugby); si registrano da subito nuovi arrivi e graditi ritorni. Anche i cinque giocatori aquilani compiono appieno il proprio dovere, realizzando subito l'importanza del proprio compito: non solo giocare, ma trasmettere le proprie competenze rugbystiche per aiutare a creare una buona tradizione locale.

Con queste basi il campionato 1993-94 si rivela ovviamente un successo. Nonostante la presenza della Lazio (retrocessa dalla A2) l'Amatori Chieti Rugby arriva prima nel suo girone (dopo un memorabile spareggio proprio con la Lazio) e conquista la C1. Ma la fame di vittoria è ancora grande; durante tutto l'arco della pausa estiva gli allenamenti non vengono mai interrotti, arrivano altri giocatori da fuori a rimpiazzare qualcuno che va via, ed il campionato 1994-95 diventa addirittura trionfale, con solo due sconfitte subite (ad opera della Lazio) il Chieti Rugby si classifica secondo e, per la prima volta nella sua storia, raggiunge la serie B. Il campionato 1995-96 è da considerarsi ovviamente di transizione; la differenza tecnica della serie B è netta rispetto le serie a cui si è abituati, inoltre la presenza di tanti ragazzi giovani (i primi usciti dal settore giovanile proprio) è da considerarsi importante dal punto di vista dell'esperienza maturata, ma non permette di andare oltre la salvezza.

Nell'estate del 1996 cominciano ad arrivare le prime difficoltà. Le risorse economiche, messe a dura prova da tre anni così intensi, e problemi nell'azienda familiare, fanno apparire nubi minacciose all'orizzonte. Dopo diversi contatti appare un grosso sponsor che si impegna a legare il proprio nome con la squadra in caso di promozione in A2.

L'occasione è imperdibile, ed anche obbligata, tutte le restanti risorse della società vengono impiegate per allestire una squadra in grado di compiere l'indispensabile salto; vengono ingaggiati altri giocatori di fama e create le premesse per vincere il campionato.

Ma le cose non vanno sempre come dovrebbero. Una serie infinita di problemi (infortuni, squalifiche, incomprensioni, e non ultimo l'abbandono di molti giocatori locali che non capiscono appieno la delicatezza del momento) portano la squadra, a detta di tutti favorita, addirittura alla retrocessione.

E' questo il momento più buio della nostra storia. Lo sponsor ovviamente si dilegua, insieme a tutti i giocatori aquilani, e quello che poteva essere un sogno diventa un incubo. Il successivo campionato 1997-98 vede presente il solo allenatore-giocatore Grottini, insieme ad un gruppo di giocatori locali formato in gran parte da ragazzi provenienti dalle giovanili. Uno degli obiettivi principali della società è da sempre stato la graduale sostituzione degli elementi esterni con giocatori locali ( una volta che questi fossero arrivati ad un adeguato livello tecnico) ma tutto è avvenuto troppo presto, le cose iniziano ad andare di nuovo male ed anche il mister Grottini (perseguitato da problemi fisici e di lavoro e segnato da quanto avvenuto l'anno precedente) decide di abbandonare a tre quarti di campionato.

A tal punto il giocatore Marco Trivellone, figlio del presidente Luigi, diplomato ISEF e assistente di Grottini negli ultimi quattro anni, accetta di prendere la guida tecnica della squadra, per portare a conclusione il campionato ormai compromesso.

Nonostante qualche vittoria e qualche bella partita (dovuta principalmente ad un moto di orgoglio) l'Amatori Chieti retrocede mestamente e torna in C2, la società decide di non partecipare più a campionati senior. Ciò avrebbe potuto significare la parola FINE per il rugby teatino, mentre si rivela un nuovo inizio ...

In estate si susseguono incontri e riunioni, discussioni e progetti, fino ad arrivare alla decisione finale. Considerando estremamente sconveniente la perdita del patrimonio rugbystico accumulato in quegli anni, e decisi a portare avanti il sogno che aveva nutrito le loro speranze, i giocatori stessi decidono di fondare la Polisportiva Abruzzo Rugby.

Viene scelto questo nome sia per giustizia nei riguardi dei tanti giocatori che non provengono da Chieti, sia per l´indifferenza della città al rugby; da ora in poi i giocatori, che hanno da sempre portato i loro colori con dignità, decidono di giocare solo per loro stessi e per il gruppo, senza chiedere né volere niente da quanti si trovano al di fuori di esso. Ed è da questa trasformazione da squadra a "branco", unito più che mai e deciso a dimostrare il proprio reale valore, che scaturisce la forza di voltare le spalle al passato e rinascere.

Ci ritroviamo in settembre per la preparazione (sempre guidati dall'allenatore giocatore Marco Trivellone) e siamo tanti. Da subito si capisce che il tasso tecnico è notevolmente più basso, ma ci divertiamo e lavoriamo duramente.

Inizia il campionato 1998-99, il primo del nuovo corso; dopo la prima sconfitta esterna a Salerno la squadra inizia a prendere confidenza con il nuovo tipo di gioco impostato dall'allenatore, ed inizia a vincere. Alla fine ci ritroviamo secondi (con nostra grande sorpresa) alle spalle delle riserve dell'Aquila rugby, dopo una partita molto contestata, ma non riusciamo ad ottenere la promozione.

Ma ormai le prove generali sono fatte; nel campionato 1999-2000 arrivano anche gli sponsor (SIDIS Pescara per le giovanili e MAXI TIGRE Turrivalignani per la prima squadra) che ci permettono una relativa tranquillità economica. Nonostante il campionato sia di un livello più elevato rispetto al precedente arriviamo primi, vincendo 16 partite su 19 ed ottenendo la promozione in C1 con due giornate di anticipo rispetto alla fine del campionato.

L'attuale campionato 2000-2001 presenta ancora tante incognite e pericoli; di certo non vogliamo ripetere gli errori commessi in passato, per fretta o per eccesso di fiducia, e quindi ci prendiamo tutto il tempo necessario per maturare e migliorare.

L'unica costante di questi ultimi anni (forse obsoleta in tempi di rugby professionistico) rimane la voglia di stare insieme e di divertirci giocando a rugby, mista ad una gran voglia di dimostrare cosa valiamo veramente e quanto possa essere valido il nostro modo di fare rugby. Le difficoltà sono tante e spesso i problemi sembrano insormontabili, ma noi tiriamo diritto per la nostra strada, "GREZZI E FEROCI" più che mai!

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Abruzzo Citra

Stemma

L'Abruzzo Citra o Abruzzo Citeriore fu una provincia del regno di Napoli istituita da Carlo d'Angiò.

Nacque dalla divisione del Giustizierato d'Abruzzo creato da Federico II in due province, l'Aprutium ultra flumen Piscariae e Apriutium citra flumen Piscariae (Abruzzo al di là del fiume Pescara e Abruzzo al di qua del fiume Pescara).

La sede era Chieti e comprendeva grossomodo buona parte dell'attuale provincia di Chieti.

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Source : Wikipedia