ADSL

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Inviato da david 28/02/2009 @ 17:42

Tags : adsl, internet, high tech

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Copertura ADSL in Italia

Con copertura ADSL in Italia si intende la possibilità di collegamento a Internet ad alta velocità mediante la tecnologia ADSL.

Il segnale che arriva alla centrale non giunge però in tutti i borghi, frazioni, etc. del comune; arriva a una certa distanza dalla centrale che non coincide né col confine del comune né col raggio d'azione di una centrale vicina. Per cui quando un comune è coperto non vuol dire che sono coperti tutti gli abitanti.

Teoricamente la banda decresce linearmente con la distanza dalla centrale. Al raddoppiare della distanza dallo stadio di linea (SL), la banda disponibile si dimezza. Nella realtà il segnale decade (perde qualità) ancora più rapidamente.

Un segnale ADSL con banda da 24 megabit/s raggiunge 1 km di doppino in rame dalla centrale (ovvero il 30% delle utenze), da 20 megabit raggiunge 1,6 km (il 60% delle utenze), da 12 megabit raggiunge 2,5 km (l'85% delle utenze), da 8 megabit 3 km (88% delle utenze), da 4 megabit 3,9 km (93% delle utenze), da 2 megabit 4,7 km (il 96% delle utenze). Una ADSL da 640 kbit/s raggiungerebbe i 10 km di distanza dalla centrale. Per distanze superiori continua il dimezzamento, ma sotto i 640 non ha più senso parlare di banda larga (già la maggior parte dei provider commercializzano ADSL da un taglio minimo di 2 Mbit) e non vengono commercializzate ADSL di taglio inferiore. Da notare che dopo 10 km diventano numerosi gli errori di trasmissione e decade la banda disponibile.

Tenuto conto che quasi sempre un comune corrisponde ad una centrale, servirebbe che la popolazione abitasse all'interno di un cerchio di raggio pari a 7 km.

Tenendo conto che l'area del quadrato circoscritto è 4×raggio2 (raggio di 7 km) e che l'area del cerchio è π×raggio2, il rapporto tra le due aree è 4/π che è 1,27. La densità abitativa (abitanti per km quadrato) si calcolerà rapportando la stessa popolazione del comune ad un'area del 27% più grande. La disponibilità di ADSL richiede l'installazione di vari apparati e la rimozione di altri che sono di impedimento, posti vent'anni fa quando la tecnologia era già commercializzata all'estero, mentre lo è da soli 10 anni in Italia.

A questo vincolo tecnico, uguale per tutti gli operatori, se ne aggiunge uno economico che dipende dalle scelte dell'operatore e richiede un minimo di utenze collegate per coprire una centrale. Nel caso di Telecom tale vincolo sulla densità è più stringente e prevale sul primo (tecnico). Infatti vengono prima coperti i comuni con una densità di popolazione maggiore, rispetto a quelli con densità minore.

L'acquisto e installazione di un DSLAM è un costo marginale rispetto all'acquisto, scavo e posa di un mezzo (doppino in rame o fibra ottica) per il collegamento a banda larga delle centrali telefoniche.

Molte centrali telefoniche non dispongono di collegamento ADSL a causa di apparati quali MUX ed UCR, posti dalla vecchia SIP vent'anni fa, che dovrebbero essere rimossi, oppure per la mancanza di un collegamento in fibra ottica ad una centrale vicina all'interno di una rete di centrali collegati in fibra fino al centro Telecom più vicino. Queste sono fra le principali cause del digital divide, che rendono difficile l'ammodernamento della rete attuale e necessario by-passarla con una rete ex-novo meno costosa, come quella Wi-Fi.

Un altro sistema per "tentare" di colmare il digital divide è stato adottato a partire da settembre 2006 e prevede una copertura parziale delle centrali senza dslam adsl con un dslam di capacità minori, non richiedente necessariamente di fibra ottica in centrale.

Se lo Stadio di Linea non coperto da ADSL perché non arriva la fibra ottica è sufficientemente vicino ad un'altra centrale coperta da ADSL, il problema si puo' risolve senza onere eccessivo: viene tirato un cavo in rame dalla capacità di 2 Mbit/s dalla centrale scoperta da ADSL fino alla centrale vicina dove arriva la fibra ottica e viene allacciato al DSLAM. Nella centrale senza DSLAM viene installato un DSLAM (SIEMENS o Marconi) a capacità limitata di 48 profili a connessione teorica massima di 640 kbit/s, usando il massimo overbooking consentito (4x). Nei centri in cui le 50 connessioni non sarebbero comunque sufficienti, vengono tirati due cavi in rame in modo da portare la capacità a 100 utenze.

Il numero massimo di DSLAM mini utilizzati in parallelo è due.

In questo modo si passerà da una copertura dell'80% della popolazione al 95% della popolazione. La restante parte non potrà mai avere una connessione ADSL via cavo, in quanto si trova a più di 5 km di distanza dallo Stadio di Linea e dovrà aspettare una qualche tecnologia Wireless come ad esempio il Wimax.

La prima colonna indica il numero di centrali dotate di DSLAM (velocità massima 8 mb in download, anche se l'offerta commerciale Alice si attesta attorno ai 7 mb), mentre la terza colonna fornisce il numero di centrali dotate di MINIDSLAM (velocità massima 640 kb). Infine, la seconda e la quarta colonna indicano il numero di centrali "sature". Con tale termine si intende le centrali in cui tutte le porte dei blocchi sono occupate dai doppini, per cui non è possibile fornire il servizio ADSL ad altri utenti che ne facciano richiesta. Ci si augura che Telecom Italia intervenga quanto prima con un ampiamento dei DSLAM in queste centrali.

I numeri sopra riportati devono essere presi con molta cautela in quanto il numero di utenti che una centrale copre varia moltissimo: da svariate migliaia per le centrali in città a qualche centinaio per quelle in campagna. Inoltre, bisogna tenere presente che una parte degli utenti coperti da una centrale dotata di DSLAM potrebbe essere comunque scoperto dal servizio a causa di qualche apparato limitante quali MUX, UCR e concentratori di linea. E' quindi molto difficile calcolare con precisione il numero degli utenti coperti dal servizio.

E' difficile anche calcolare il numero dei comuni effettivamente coperti in quanto un comune può essere coperto da una o più centrali o non avere nessuna centrale in quanto si aggancia alla centrale di un comune adiacente. A complicare ulteriormente il conteggio, spesso le centrali Telecom non rispettano i confini comunali.

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Filtro ADSL

Filtro ADSL RJ-11

Il filtro ADSL è un circuito analogico costituito da un filtro passa basso che permette, collegandolo alla rete telefonica, a telefoni e modem analogici di continuare a funzionare senza interferenze pur in presenza di un servizio ADSL sulla stessa linea. Senza l'installazione di filtri ADSL, i segnali ad alta frequenza provenienti dal servizio ADSL provocano rumore, disturbi e fruscii sulle chiamate telefoniche e, viceversa, l'eco dai dispositivi analogici può provocare interruzioni e disconnessioni sul lato ADSL.

Sulla base del tipo di impianto, si può installare un solo filtro ADSL all'ingresso linea, derivando i vari apparecchi telefonici, oppure un numero di filtri ADSL pari alle prese telefoniche presenti nell'impianto.

Il primo cioè quello RJ-11 è il filtro dedicato a chi ha un impianto telefonico con presa plug RJ-11-12 di nuova generazione che volendo può essere usato da coloro che hanno prese tripolari con l'ausilio di una spina tripolare con uscita rj11 in uso con i nuovi telefoni come il videotelefono. Consiste in uno "scatolino" rettangolare con due uscite: una per il telefono (analogamente un fax o modem) analogico, e l'altra per il modem ADSL. È sufficiente applicarne uno per ogni presa ove connesso un terminale analogico. È necessario anche per il modem ADSL nel caso ci siano collegati apparecchi analogici sulla stessa presa.

Il filtro tripolare è uno spinotto per le prese tripolari. Esso presenta due uscite: una per i terminali analogici e l'altra per il modem ADSL.

Attualmente il loro costo può variare dai 4,00 € a 15,00 € circa. In linea di massima, i gestori (su richiesta) forniscono un paio di filtri abbinati al modem; tuttavia potrebbero risultare insufficienti nel caso sia necessario collegare apparecchiature analogiche su maggiori prese telefoniche dello stesso impianto.

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Asymmetric Digital Subscriber Line

Modem ADSL

La tecnologia ADSL (acronimo dell'inglese Asymmetric Digital Subscriber Line), facente parte della famiglia di tecnologie denominata DSL, permette l'accesso ad Internet ad alta velocità (si parla di banda larga o broadband). La velocità di trasmissione va dai 640 kilobit per secondo (kb/s) in su, a differenza dei modem tradizionali di tipo dial-up, che consentono velocità massime di 56 kb/s in download e 48 kb/s in upload (standard V.92), e delle linee ISDN che arrivano fino a 128 kb/s (utilizzando doppio canale a 64kb/s) simmetrici.

Con l'ADSL il segnale è codificato in maniera digitale anche nella parte dalla linea telefonica lato utente ("subscriber line") e la velocità di invio dati è asimmetrica. Quella in uscita infatti è più bassa, per suddividere meglio la quantità di informazione a disposizione, tenendo conto che tipicamente per le utenze private si chiede molta più informazione in ingresso che in uscita.

Peculiarità della tecnologia ADSL è la possibilità di usufruirne senza dover cambiare i cavi telefonici esistenti e senza dover usare linee separate per i dati e per le comunicazioni-voce normali: sul doppino telefonico in rame, è infatti possibile far viaggiare contemporaneamente sia i dati digitali che il segnale telefonico analogico, grazie alla banda differente usata per i due segnali: la voce usa infatti le frequenze comprese tra 300 e 3400 Hertz (Hz), mentre ADSL sfrutta quelle sopra i 4 kHz. Ciò è dovuto al fatto che il doppino di rame consente frequenze fino a vari megahertz (MHz). Già nei primi anni settanta lo stesso principio era stato utilizzato per la filodiffusione, il cui segnale viene inviato usando le frequenze fino ai 450 kHz.

Metà della banda disponibile su un singolo doppino è per il segnale analogico che serve 700 utenze telefoniche; l'altra metà per utenze ADSL. Il numero di utenze dipende dal "taglio" di banda richiesto.

Teoricamente, anche il traffico voce può viaggiare alle frequenze ADSL, mentre l'ADSL non può funzionare sulle basse frequenze del doppino, che, senza traffico voce, restano sottoutilizzate.

Una seconda ragione di spreco riguarda le tecniche di multiplexing a divisione di frequenza, che in generale riducono la banda disponibile per l'ADSL. Sotto MUX o UCR, più canali/utenti contemporaneamente occupano frequenze diverse dello stesso doppino, frazionando la banda passante.

Un altro dei vantaggi della tecnologia ADSL è la separazione delle bande dedicate al download e agli upload, a differenza ad esempio del collegamento mediante protocollo V.90 che essendo molto vicino al limite teorico di un canale telefonico non permette un sistema duplex alla massima velocità.

L'attivazione del servizio ADSL richiede però l'applicazione ai dispositivi "standard" (prese di telefoni, fax e modem analogici) di un opportuno filtro (o splitter) ADSL, che fa sì che a tali apparati arrivino soltanto le frequenze relative al servizio telefonico di base, bloccando a monte quelle per la trasmissione dati, che altrimenti possono generare disturbi e fruscii. Attualmente (2007) i produttori di modem e router hanno la tendenza a installare un filtro passa-alto ad alto grado (5° o superiore) direttamente dentro il modem, così facendo tutti gli eventuali rumori o disturbi causati dal modem nella gamma delle frequenze telefoniche (0 - 4000 Hz) vengono eliminati a monte, evitando che si diffondano nel sistema telefonico classico permettendo, in alcuni casi, di poter escludere i filtri applicati a ogni singola presa telefonica presente nell'abitazione.

Si noti che su una linea ISDN, negli stati come l'Italia, dove è applicato lo standard ITU G.992.1 Annex A, non può essere aggiunta la ADSL, perché ci sarebbero delle frequenze in comune. In questi casi viene aggiunta una nuova linea telefonica che però non è collegata al servizio di fonia standard. In Germania, dove lo sviluppo di ISDN era molto elevato, si è invece preferito chiedere ai costruttori di apparati di sviluppare versioni localizzate che lasciassero libere le frequenze usate da ISDN, come previsto dallo standard ITU G.992.1 Annex B.

Attualmente (2007) in Italia le velocità stanno aumentando e le offerte da 4, 6 e più megabit sono comuni, ma stanno diventando sempre più frequenti le offerte ADSL 2+, a 12, 20 e 24 megabit. La velocità media è a volte sotto il picco teorico perché la banda è frazionata fra molti utenti. Come accade per l'ADSL2 a 20 megabit, soltanto chi abita in vicinanza della centrale telefonica potrà godere di questa velocità. Il segnale decade rapidamente e a 5 km di distanza la velocità di download non supera i 640 kbit/sec.

Il 75% dei contratti sono stipulati con tariffazione a consumo e la durata commerciale dei suddetti è di un anno dall'attivazione. La tecnologia dei DSLAM serve per rimodulare il segnale sul doppino in rame, con un costo di circa 15.000 euro a centrale telefonica per la copertura del servizio.

Malgrado le nuove linee adsl 2+, in Italia 10 milioni di persone non possono ancora accedere ad una minima ADSL(1) venti megabit, perché la copertura adsl, taglia fuori ancora molte zone della penisola poiché non vengono sfruttate alternative come l'extended adsl o il wi-fi (vedasi digital divide).

La banda minima garantita (MCR) è a discrezione del provider. Teoricamente ADSL non ha una velocità minima, massima e un throughput medio, ma un solo parametro di velocità: nei contratti è infatti indicata una sola velocità, che propriamente è detta velocità di punta (Peak Cell Rate, PCR). Gli operatori mettono a disposizione dell'utente un canale con date caratteristiche, quali PCR e MCR. Eventuali rallentamenti possono essere dovuti a diversi fattori, tra cui congestione del nodo ATM oppure problemi di banda del nodo (server) remoto a cui si fanno richieste. Alcuni operatori effettuano overbooking: la somma dei singoli MCR delle connessioni supera l'MCR del nodo di attestazione. Questo significa che potrebbero verificarsi delle congestioni a causa dell'elevato traffico generato contemporaneamente dagli utenti.

Tipicamente, i contratti ADSL non garantiscono la continuità del servizio. In caso di interruzioni dovute a corti circuiti, allagamenti o atti vandalici nelle centrali telefoniche, danneggiamento dei cablaggi durante cantieri di lavoro, l'utente con tariffa flat è tenuto dal contratto a pagare anche per i mesi in cui l'ADSL non è più disponibile sulla sua linea.

La legge sul servizio universale impone di garantire il servizio voce e una banda minima di 30 kb/s per le connessioni Internet. Le linee ADSL di Telecom o le linee di altri operatori attestate in wholesale Telecom hanno una banda minima garantita di 10 kb/s, che è quella richiesta per il traffico voce, e non garantisce nemmeno un collegamento Internet in connessione analogica.

In pratica, lo stesso doppino verso la centrale è condiviso da più persone. Ciò può essere visto come una ripartizione fra più utenti della banda e degli alti costi di installazione di un doppino, oppure la stessa banda viene rivenduta più volte a persone diverse. Il canone ADSL è legato all'"affitto" di una porta del DSLAM in centrale telefonica; se il numero di utenti per porta del DSLAM è troppo alto, cade la probabilità di creare un collegamento e la velocità della connessione. Un valore di riferimento è di 10-12 per ogni porta del DSLAM.

Il rallentamento si crea soprattutto nell'ultimo miglio, dalla centrale telefonica che è il POP di accesso alla casa dell'utente. Il fatto che ADSL è un mezzo condiviso non è una necessità tecnica, ma una scelta commerciale dei provider; così come una diversa velocità di upload e download. Tali scelte sono state dettate da una migliore gestione ed ottimizzazione del traffico.

Una ADSL, in quanto asimmetrica (cioè velocità di upload diverse da quelle di download) è adatta ad esempio al download via web, streaming audio/video, etc; sono invece penalizzate le applicazioni per la comunicazione (è infatti il caso del VOIP ) e la condivisione a causa della generale bassa velocità di upload attualmente (2007) offerta dai vari gestori.

In Francia (vedi ) dal 2005, e in Germania (v. ) è stata introdotta la tecnologia VDSL2 che fornisce una velocità simmetrica di 50 megabit/sec sia in download che in upload.

Come detto, metà della banda disponibile su un singolo doppino è dedicata al segnale analogico che serve 700 utenze telefoniche; l'altra metà per utenze ADSL. Il numero di utenze servibili dipende dal "taglio" di banda richiesto.

Talvolta la centrale telefonica risulta coperta da ADSL, ma ad alcuni numeri di telefono della centrale non è attivabile la banda larga perché i rispettivi doppini sono collegati ad un MUX.

Il MUXo alza la bassa frequenza delle chiamate vocali alle alte frequenze del segnale ADSL. In questo modo la banda destinata all'ADSL viene utilizzata per il traffico voce di altre 700 utenze telefoniche. Così, si risparmia il secondo doppino che sarebbe altrimenti necessario per servire le altre 700 utenze telefoniche, ma utilizzano frequenze necessarie al funzionamento dell'ADSL. I MUX dimezzano la quantità di doppini necessaria, ma bloccano la velocità massima del collegamento Internet a 56 kbit/sec (128 se si ha una ISDN).

Se la centrale telefonica è servita da ADSL (ossia ha un DSLAM) o è a pochi chilometri da un'altra servita da ADSL, il problema può essere risolto senza un onere eccessivo. Viene tolto il MUX, in modo da liberare la banda del doppino riservata all'ADSL e questo doppino è collegato al DSLAM. Così, viene realizzata la copertura di 700 utenze; tuttavia, le altre 700 che utilizzavano la banda ADSL per le chiamate voce, restano senza linea telefonica.

Per evitare ciò, è necessario tirare un nuovo doppino. Il secondo doppino viene esteso fra la centrale telefonica e il punto di terminazione dei doppini delle utenze.

Questo processo è necessario per ogni doppino che era collegato al MUX.

I Mux sono di tipo MD48 (più vecchi) e MPX1(più recenti); vi è inoltre un terzo tipo MUX ASS che a differenza dei primi due serve meno utenze mediamente 30-60, ed è collegato alla centrale tramite rame e non tramite fibra a differenza degli MD48 e MPX1. Il MUX ASS dovrebbero essere di marca Telettra, una azienda italiana che oggi non c'è più.

GLi UCR sono apparati ancora più vecchi, che funzionano sempre con multiplexing a divisione di frequenza.

I mux di nuova generazione sono in grado di supportare l'Adsl mentre per i modelli MD48 e MPX1 sono stati ideati i MiniCab detti in gergo "zainetti" che permettono ad un massimo di 48 utenze servite da mux di usufruire di adsl e supportano la tecnologia ADSL2+ anche se al momento quest'ultima non è funzionante poiché vi sono problemi di surriscaldamento. Questi zainetti sono stati installati in via sperimentale in alcune delle zone provviste di mux delle grandi città. Si prevede che presto questi zainetti verranno installati in tutte le zone muxate di tutti i comuni italiani e le utenze servite saranno tutte quelle sotto mux.

Dall'estate 2008 vi sono anche i mini-dslam per armadio (le caratteristiche sono simili ai minidslam per centrale) ufficialmente utilizzati dal monopolista per gli apparati UCR, collegati in rame alla centrale, e si pensa che siano utilizzabili anche per i MUX ASS poiché sono anch'essi collegati in rame. Sfortunatamente le pianificazioni per questi apparati vanno molto a rilento.

Il Mini-DSLAM è una soluzione economica che può fornire una velocità di connessione massima di 640 Kbit/secondo per utenza telefonica collegata, per un numero che varia da 50 a 100 utenze per apparecchio installato.

In una centrale telefonica, tipicamente sono installati da uno a due Mini-DSLAM.

La soluzione è adottata per aumentare la banda delle centrali telefoniche che non sono collegate in fibra ottica, ma su doppino.

Nelle stesse centrali, potrebbe essere installato un DSLAM, come quelli di una normale ADSL, con la stessa banda passante, dove un ponte radio collega la centrale telefonica alla rete, in assenza di fibra ottica.

Il Mini-DSLAM è scelto quindi sia per ragioni tecniche che economiche, per avere un'installazione ADSL meno onerosa, al prezzo di una velocità di connessione molto più bassa.

In alcuni casi, per la sua economicità rispetto al DSLAM, è addirittura utilizzato anche in centrali telefoniche, che sono collegate con fibra ottica alla rete.

La velocità di connessione non può essere aumentata oltre i 640 kbit/sec, se non in casi particolari ancora allo studio. Per ottenere un upgrade della banda, è necessario rimuovere il mini-DSLAM dalla centrale telefonica.

Esiste lo standard g.shdsl.bis , utile per il backhauling di centrali con Mini-DSLAM, per ottenere una banda in download intorno ai 2 mega.

Il Mini-DSLAM viene a creare una rete non scalabile e una nuova forma di digital divide.

Le linee collegate a Mini-DSLAM possono essere servite con tecnologia HDSL, se nell'armadio ripartilinee sono disponibili quattro coppie (doppini) in rame inutilizzati. All'armadio ripartilinee sono collegati tutti i doppini della rete locale, è l'apparato più vicino alle utenze telefoniche, e si trova accanto ai MUX/UCR, se presenti.

Dove è installato il Mini-DSLAM, non è invece disponibile la connessione SHDSL, a meno che si trovi una coppia in rame libera. SHDSL è una tecnologia proprietaria, che richiederebbe l'installazione di un Mini-DSLAM differente e dedicato.

Allo stesso modo, la tecnolgia Symmetric Digital Subscriber Line (SDSL) richiede l'installazione di un hardware proprietario, di un fornitore differente e non compatibile con quello dei Mini-DSLAM.

Quindi, se vi sono coppie di rame libere, è possibile attivare HSDL, SHDSL e/o SDSL. Ogni coppia in rame trasporta un flusso dati fino a 2.3 Megabyte, e può essere usata per HDSL, SHDSL, SDSL, ADSL o ISDN. Per SHDSL basta una coppia libera, mentre per HDSL, che viaggia a 8 Mega, servono 4 coppie libere.

Le coppie di rame libere permettono di bypassare l'ostacolo legato a vecchi apparati di rete. Eventuali hardware proprietari (modem, etc.), incompatibili con questi apparati di rete, viene installato direttamente presso l'utente, e in centrale telefonica.

Se la centrale telefonica non è servita da fibra ottica, il ponte radio è una soluzione per fornire banda larga, senza penalizzare le prestazioni.

Le connessioni ADSL pongono un problema di privacy, se l'indirizzo IP è configurato staticamente. In questi casi, poiché l'IP assegnato all'utenza è lo stesso ad ogni connessione, risulta facile identificare il traffico dati generato dalla navigazione di questi utenti e associarlo a quello relativo alle sessioni precedenti. Il numero telefonico e il nominativo del titolare della linea utilizzata nella connessione restano dati protetti (disponibili solo su richiesta della magistratura), ma l'indirizzo IP viene registrato nei file di log di qualunque sito visitato ed è trasmesso continuamente durante qualsiasi tipo di trasferimento dati. Anche nel caso in cui si scelga di non fare mai uso esplicito di nome e cognome le informazioni raccolte possono essere aggregate in base all'indirizzo IP per risalire a informazioni di carattere personale. L'uso di programmi, come Tor o Privoxy (en), e di trucchi per rendere anonima la connessione può aiutare a rendere più difficile la tracciatura; tuttavia il provider che fornisce il servizio di connettività ha sempre potenziale accesso a tutte le operazioni effettuate. Fatto, quest'ultimo, altrettanto valido per le tradizionali connessioni dial-up PSTN.

Alcuni operatori forniscono il modem ADSL in comodato d'uso ai propri clienti. Talora, il modem presenta blocchi hardware e software che impediscono di collegare il modem a dispositivi diversi da un PC ovvero che non hanno installato un programma dello stesso operatore telefonico.

La limitazione serve a impedire che più utenti possano condividere la stessa connessione ADSL, via cavo o via wireless. Il modem quindi non ha più di un'uscita USB o Ethernet, non può essere collegato a un router, hub o switch esterni. Non è attivabile una connessione wi-fi. Il blocco impedisce anche di usare la connessione con operatori diversi da quelli che hanno fornito il modem in comodato.

Viene meno un controllo completo del computer, perché i privilegi di amministratore e le relative password per cambiare la configurazione del modem sono note solamente ai tecnici dell'assistenza dell'operatore telefonico.

Se si tenta di sbloccare il modem, il cliente perde i diritti legati alla garanzia del produttore e alla teleassistenza dell'operatore telefonico.

Altre limitazioni riguardano restrizioni per il P2P, la chiusura di alcune porte che servono a questi tipi di connessioni, l'impossibilità di farsi attivare vecchi piani tariffari con lo stesso operatore. Per cui l'operatore può imporre una fidelizzazione del cliente, un dato piano tariffario, escludere determinati impieghi della connessione Internet.

Lo standard non-Annex ADSL2 e ADSL2+ supporta una ulteriore larghezza di banda di 256 kbit/s in upstream se viene usata normalmente per chiamate vocali POTS.

Una nuova tecnologia, Dynamic spectrum Management, promette di elevare la banda del tradizionale doppino telefonico dagli attuali 25 megabit/secondo a 250, grazie a modelli matematici più avanzati di correzione del segnale, e a una modulazione intelligente della potenza elettrica trasmissiva fra le varie bande.

In questo modo si riuscirebbero a eliminare gran parte delle interferenze generate dalla distanza di trasmissione e dal mezzo metallico. La tecnologia è brevettata da John Papandriopolous, PhD all'università di Melbourne, Australia, e necessita di alcuni anni per divenire commerciale.

Le tariffe ADSL sono classificate in tariffe a tempo e tariffe flat.

Il Secondo Decreto Bersani ha vietato le clausole contrattuali che richiedevano di abbonarsi per un periodo minimo di un anno e di pagare al provider i mesi restanti, in caso di recesso anticipato. Di conseguenza, con tutti gli operatori il contratto ADSL può essere disdetto in ogni momento, pagando le spese del distacco e i consumi del mese corrente.

Le normative AGCOM prevedono l'obbligo per Telecom di fornire all'ingrosso, e per i singoli operatori di avere un piano tariffario per un servizio ADSL solo dati. In questo caso, il cliente può avere due operatori per la stessa linea, uno per le chiamate dal telefono fisso, e un altro per la connessione ADSL. Può anche optare per avere una linea esclusivamente ADSL, senza il servizio di telefonia, e, in alternativa, utilizzare il Voice Over IP. L'operatore di riferimento richiede un canone per le linee solo dati ADSL.

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HDSL

HDSL (acronimo inglese di High data rate Digital Subscriber Line) è la prima tecnologia della famiglia xDSL, nata 30 anni fa per potenziare la velocità delle connessioni Internet su tradizionale doppino telefonico (due fili di rame). Consente di raggiungere velocità fino a 8 Mb/s sincroni (sia in download che in upload) con una connessione sempre attiva. Perciò richiede un router V35 (molto costoso) collegato a un router. Esiste soltanto per traffico dati e non per quello voce. Supporta però il Voice over IP che tratta la fonia vocale come dati qualsiasi di Internet.

Diversamente da ADSL, viaggia su doppino dedicato, ossia su una linea per ogni utente; ADSL invece attua un multiplexing, dividendo la banda larga del doppino ADSL fra più utenti. Essendo solo per traffico dati, copre una banda di frequenze più ampia di ADSL; mentre per quest'ultima il traffico voce richiede parecchia banda (un intervallo ampio di frequenze) dopo lo splitting del segnale (in centrale e a casa dell'utente) per tenere separate e ben distanti fra Internet e voce, per mantenerli distinti senza interferenze. Essendo dedicato ad ogni utente, la velocità media (e minima garantita nei contratti) è molto più vicina al picco teorico che nell'ADSL. Il taglio piu popolare è di 2 Mb/s di cui circa un quarto di banda garantita, e registra una velocità che raramente scende al di sotto di 1,5 Mb/s. L'ADSL, invece, è attualmente consolidata a 4 Mb/s in download e 256 kb/s in upload. Era utilizzata per coprire le esigenze delle grandi aziende, quando l'ADSL non era così diffusa. Pur venendo temporalmente prima di ADSL, è ancora considerata la miglior alternativa alla fibra ottica. Rispetto ad ADSL, HDSL esibisce prestazioni superiori in termini di tempi di latenza ed è più stabile (spesso con velocità garantite) in quanto non condivide risorse ma è un unico circuito virtuale tra l'utente e il provider.

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Source : Wikipedia